A Mendicino cittadinanza onoraria al primario calabrese che curò il “paziente uno”

INTERVISTA | A capo del reparto di Malattie infettive del San Matteo di Pavia, Raffaele Bruno è stato in prima linea per la cura del Covid. Durante la cerimonia in quella che è la sua città di origine, ha detto la sua anche su scuola e vaccino (ASCOLTA AUDIO

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di Salvatore Bruno
12 settembre 2020
16:55

Il legame con la sua terra d’origine è rimasto solido nonostante Raffaele Bruno, primario del reparto di Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia, abbia lasciato la Calabria da quasi trent’anni per intraprendere la sua prestigiosa carriera.

Cerimonia partecipata

Medico in prima linea per la cura del Covid in una delle aree più colpite del paese, è tornato a Mendicino, alle porte di Cosenza, per ricevere dall’amministrazione comunale, la cittadinanza onoraria, conferitagli a margine di una cerimonia ospitata al Parco degli Enotri, presenti tra gli altri, l’assessore regionale Gianluca Gallo, il presidente della Provincia Franco Iacucci, la Prorettrice dell’Università della Calabria Maria De Paola, il presidente dell’ordine dei medici Eugenio Corcioni.

 

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Un dovere dell'amministrazione

«Raffaele Bruno è originario di Mendicino – ha detto il sindaco Antonio Palermo – Si è distinto per le sue doti professionali e umani nel corso della pandemia da coronavirus ed era mio dovere proporre al consiglio comunale di riconoscergli la cittadinanza onoraria della nostra comunità».

La lectio magistralis

Di particolare interesse la lectio magistralis sul tema L’equilibrio tra uomo e ambiente tenuta dall’infettivologo: ha spiegato le dinamiche di trasmissione degli agenti patogeni dagli animali all’uomo e le implicazioni esistenti tra la diffusione del Sars Cov 2 e la degenerazione delle condizioni del pianeta.

La sfida del vaccino

La sfida resta quella del vaccino: «Vedo una convergenza di tutti gli studiosi del mondo verso il conseguimento di questo obiettivo, ma quando sarà messo a punto un siero efficace ci sarà il problema della logistica per la produzione di massa. Si stima che serviranno otto miliardi di dosi».

Istruzione fondamentale

Nel frattempo però, bisogna convivere con il coronavirus. La riapertura delle scuole sarà la prova del nove: «Il ritorno del suono della campanella comporta un incremento esponenziale degli spostamenti. Ma riportare i giovani tra i banchi è prioritario per il Paese». Ecco l’intervista:

 

Giornalista
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