Popoli in fuga

Migranti, scortate dalla Guardia costiera al porto di Reggio Calabria 69 persone

Subito dopo l’arrivo sono stati trasportati ancora una volta presso l’impianto sportivo Giulio Campagna (il Palloncino) dove sono stati sottoposti a tamponi e espletate le visite mediche

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di Anna Foti
10 luglio 2022
17:00
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Stamattina, scortati fino al porto di Reggio Calabria dalla Guardia Costiera, sono giunti 69 migranti, 40 provenienti dall’Egitto e 29 tra cui una donna dalla Siria. Non ci sono bambini né famiglie ma l’età media, anche questa volta, è molto giovane. Subito dopo l’arrivo al porto sono stati trasportati ancora una volta presso l’impianto sportivo Giulio Campagna, noto come Palloncino. Il comune di Reggio Calabria non ha ancora individuato quel terreno dove montare i moduli abitativi e, dunque, continua ad essere occupato un impianto sportivo, che soprattutto in questo periodo dell’anno, con queste alte temperature, tende ad accumulare internamente anche molto calore.

La macchina dell’accoglienza coordinata dalla Prefettura si è avvalsa anche in questa occasione dei gruppi di volontariato. Con le forze dell’ordine, medici e Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), impegnati anche Croce Rossa, Protezione civile, Guardie Faunistiche Ambientali e volontari e volontarie del Coordinamento diocesano Sbarchi.


Sotto la curva dello stadio Granillo, accanto al Palloncino presidiato dalle forze dell’Ordine, sono stati sottoposti a tamponi e espletate le visite mediche. Sul posto Enzo Romeo medico dell’Usmaf, ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera dipendente dal ministero della Salute, con l’infermiera Aanna Maria Vadalà. Insieme hanno dovuto anche soccorrere, sempre sotto la curva dello stadio Granillo, un giovane colto da malore per il caldo, idratandolo con una flebo. Un’emergenza nell’emergenza.

Le procedure di identificazione sono state espletate della Questura di Reggio Calabria. I volontari hanno finora curato anche la distribuzione dei pasti, di cui si occupa il Comune, e dei kit di prima necessità forniti dalla Prefettura.

I disagi legati alla perdurante mancanza a Reggio di un’adeguata infrastrutturazione al porto reggino come in Città per la prima accoglienza e il caldo di questi giorni certo non favoriscono l’accoglienza di queste persone in fuga da pericoli, violenze e miseria.

Giornalista
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