Un tratto della provinciale di circa 10 chilometri ridotto a una sola corsia a causa di vegetazione infestante, frane e buche. Nessuna sbarra all'ingresso e segnaletica quasi inesistente. Il sindaco: «È stato stanziato un milione di euro per la messa in sicurezza ma da anni è impantanato tra burocrazia e progetti»
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Per Google Maps è una strada come le altre. La indica agli automobilisti che da Mileto devono raggiungere Dinami e ai viaggiatori diretti verso lo svincolo autostradale. Nella realtà, però, quel tratto della strada provinciale 10, la Mileto-Dinami, è chiuso al traffico dal 2008.
Sono passati 18 anni e il collegamento continua a comparire sui navigatori come un normale percorso stradale. Chi non conosce la zona può imboccarla senza sapere cosa lo aspetta. Non c'è una sbarra a impedire il passaggio e, almeno in uno degli accessi, non c'è neppure una segnalazione adeguata della chiusura.
Il risultato è un via vai quotidiano di automobili e mezzi agricoli su quello che, per lunghi tratti, appare ormai più simile a una mulattiera che a una strada provinciale.
Percorrendo i poco più di dieci chilometri che separano Dinami dalla viabilità principale, il primo ostacolo è la vegetazione che assedia e stringe la strada, cancellando buona parte della carreggiata. La mancanza di visibilità costringe chi si avventura da queste parti a suonare continuamente il clacson per avvertire i mezzi che procedono in senso contrario.
Poi ci sono le frane, le buche e i dislivelli. Uno smottamento, aggravato dalle piogge dell'ultimo inverno, ha compromesso ulteriormente il manto stradale creando un salto che obbliga gli automobilisti a procedere con estrema cautela.
Eppure c'è chi questa strada la percorre ogni giorno. Tra loro gli agricoltori che possiedono terreni e uliveti lungo il tracciato. È il caso di Placido Carlizzi, impegnato in questo periodo nella raccolta delle olive.
«Ho circa 400 piante di ulivo e vado tutti i giorni in campagna. Ci vado fino a dicembre», racconta. Poi lancia un appello: «Intervenite prima che succeda qualcosa di grave. La strada è pericolosa».
Carlizzi, dopo 45 anni di lavoro in Svizzera, è tornato a occuparsi dei suoi terreni. Per lui, come per altri proprietari, rinunciare alla provinciale significherebbe rendere molto più difficile raggiungere le campagne.
Il sopralluogo con il sindaco
A percorrere la strada insieme a noi è il sindaco di Dinami, Antonio Di Bella. Conosce bene quelle condizioni e, durante il sopralluogo, indica i punti più problematici. «È da 18 anni che è chiusa», spiega.
La chiusura risale al 2008, ma il problema non è soltanto l'assenza di interventi. C'è anche quello della segnaletica. «Un cartello c'è dalla parte a monte, verso Dinami. Dall’altra parte, nei pressi dello svincolo autostradale, nulla avverte del divieto di transito. Nemmeno Google lo sa. E le macchine passano tutti i giorni».
Secondo il primo cittadino, il rischio è ancora maggiore per chi non conosce la zona. «Chi arriva da Milano, Torino e mette sul navigatore Dinami viene portato sempre su questa strada».
Un milione di euro, ma i lavori non sono ancora partiti
Per la messa in sicurezza dell'arteria è stato stanziato un finanziamento complessivo di un milione di euro da parte della Provincia di Vibo Valentia. «È da tre anni che ci sono questi soldi – sostiene Di Bella –, ma i vari passaggi burocratici e progettuali hanno rallentato tutto».
Il timore è che il protrarsi dell'attesa possa far slittare gli interventi verso la stagione delle piogge, rendendo ancora più difficile lavorare sui versanti interessati dalle frane. «Quando si può lavorare non lavoriamo, quando poi non si può lavorare si lavora», commenta il sindaco.
Cartelli a terra e accessi senza barriere
All'imbocco della provinciale resta un cartello giallo, ormai sbiadito, sul quale si legge a fatica «Attenzione strada chiusa al traffico». Poco distante un altro è finito a terra. Di Bella lo raccoglie e lo sistema sul muretto: riporta la dicitura «Ordinanza n. 8 del 02-02-2009».
Sono i segni di una chiusura che dura da quasi due decenni, ma nessuna sbarra impedisce materialmente l'accesso. Chi arriva, dunque, può proseguire nonostante frane, dissesti e vegetazione.
Per Dinami, però, la provinciale non è soltanto una strada utilizzata dagli agricoltori. Rappresenta uno dei collegamenti più diretti con l'autostrada, Vibo Valentia e il resto della provincia. Il sindaco ricorda che in passato anche la segnaletica autostradale indicava Dinami tra le località raggiungibili dallo svincolo. Dopo il suo insediamento ha scritto all'Anas per chiedere il ripristino dell'indicazione, senza ricevere risposta.
«Siamo già un paese spopolato, le persone stanno andando via. Con queste strade da mulattiera siamo ulteriormente penalizzati», afferma.
E la Mileto-Dinami, sottolinea Di Bella, non sarebbe un caso isolato. Criticità riguarderebbero anche la provinciale 74 verso Vibo Valentia e la provinciale 62, per la quale il Comune punta a reperire risorse per il collegamento Dinami-Monsoreto. Il timore è che nuove emergenze meteorologiche possano aggravare ancora di più l'isolamento delle frazioni.
«Finché non vedo i mezzi, non ci credo»
Il milione di euro stanziato rappresenta dunque una speranza, ma dopo anni di attesa il sindaco mantiene prudenza. «Da 18 anni questa strada è chiusa e oggi forse possiamo vedere la luce». Poi aggiunge: «Anche io sono incredulo. Finché non vedo i mezzi lavorare su questa strada...».
Il Comune continua a sollecitare la Provincia affinché la fase progettuale venga chiusa e il cantiere possa finalmente partire. Per Dinami significherebbe recuperare un collegamento fondamentale rimasto sulla carta per quasi vent'anni.
Nel frattempo la provinciale continua a vivere nel paradosso: chiusa ufficialmente, proposta dai navigatori e percorsa ogni giorno, tra frane, buche e vegetazione.



