Il detenuto 41enne giovedì era stato ufficialmente accusato dell’omicidio di un uomo nella casa circondariale di Catanzaro. Di recente aveva incontrato il proprio avvocato per l’interrogatorio di garanzia. «Solo l’esame autoptico ci dirà cos’è avvenuto»
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«Ho visto per l’ultima volta il mio assistito venerdì e tutto quello che posso dire è che stava benissimo». L’avvocato Giovanni Salzano è molto prudente nel rilasciare dichiarazioni sulla morte nel carcere di Rossano del proprio assistito, Cataldo De Luca, 41 anni, originario di Cirò Marina. Il legale, che oggi rappresenta la famiglia del defunto, aspetta i risultati dell’autopsia che si terrà domani.
L’avvocato Salzano aveva incontrato De Luca in occasione dell’interrogatorio di garanzia, in seguito alla recente accusa di omicidio contestata al detenuto e ad altre quattro persone accusate di aver causato la morte di Antonio Pugliese nella casa circondariale di Catanzaro il sette luglio 2024. De Luca si era avvalso della facoltà di non rispondere perché solo da poche ore era stata notificata l’ordinanza agli avvocati. Pugliese stava scontando una condanna definitiva a 25 anni di reclusione per l'omicidio di Nicodemo Aloe, ucciso a colpi di pistola la sera del 24 maggio 2015 a Cirò Marina davanti al garage che aveva trasformato nella propria abitazione.
Il delitto in carcere sarebbe sorto in seguito a un alterco nel corso del quale Pugliese avrebbe colpito De Luca che avrebbe a sua volta reagito, in un crescendo che avrebbe portato alla morte di Pugliese.
Cataldo De Luca era stato trasferito nel carcere di Rossano da oltre un anno. «Qualsiasi forma di negligenza, incidente, malore o altro emergerà dall’esame autoptico – ribadisce l’avvocato –. Di ufficiale al momento non c’è nulla. Naturalmente abbiamo nominato un perito di parte. Quello che posso dire è che venerdì De Luca stava bene era tranquillo ed è stato educato anche con gli altri difensori».
Quello che è accaduto due giorni dopo verrà svelato dall’autopsia di domani. Anche sulla coincidenza temporale tra la recente accusa di omicidio (25 giugno) e la morte del detenuto (28 giugno) l’avvocato Salzano non si sbilancia: «Abbiamo fiducia nella giustizia e nel lavoro della Procura di Castrovillari», dice.



