Morto Nino Calarco, storico direttore della Gazzetta del Sud per 44 anni

Tra il 1979 e il 1983 fu senatore della Repubblica. Nel 1987 venne nominato presidente della società pubblica Stretto di Messina Spa. Il ricordo del suo giornale

di Redazione
25 agosto 2020
17:41
Nino Calarco (foto Gazzetta del Sud)
Nino Calarco (foto Gazzetta del Sud)

È morto Antonino Calarco, storico direttore della Gazzetta del Sud, che ha diretto per 44 anni, e senatore della Repubblica dal 1979 al 1983. Ecco il ricordo pubblicato in queste ore dal suo giornale:

«Ci ha lasciati a 87 anni. E con lui se ne va davvero un pezzo importante della storia di Messina e del Sud. Nino Calarco, giornalista nato sulla strada, politico per "missione", uomo di grandi idee e di ancor più grandi passioni, è stato per tutti il Direttore.
Per 44 anni ha guidato la Gazzetta del sud e assieme all'editore Uberto Bonino e a Gianni Morgante, è stato l'assoluto pilastro del quotidiano dei siciliani e dei calabresi, il giornale al quale ha dedicato tutta la sua vita. Non è un caso che a distanza di poco più di un anno dalla morte di Giovanni Morgante, Nino Calarco ha raggiunto in qualche isola dei beati quello che è stato un compagno di lavoro e un fratello e con il quale ha combattuto battaglie che, viste con la lente della storia, si possono anche definire epocali per le due regioni e per i territori di diffusione della Gazzetta. È stato anche per oltre vent'anni direttore di Rtp e presidente della fondazione Bonino-Pulejo: fu lui ad aver creato il centro d'eccellenza Irccs Neurolesi.

Nato il 27 ottobre del 1932, fin da giovanissimo ha coltivato la sua autentica passione per il giornalismo, dando vita fin dal primo giorno alla grande avventura di quel giornale fondato da un imprenditore ligure, il Cav. Bonino, nella angusta sede di via XXIV Maggio. Cronista di razza, aveva il fiuto della notizia e a soli 27 anni divenne capocronista. Un impegno costante, h24, sui fatti che aveva la capacità di raccontare con incisività, usando a volte la sua penna come dinamite.

Uomo dai variegati interessi, scrisse molto anche di spettacolo, intervistando i più importanti nomi del cinema internazionale, ai tempi della rassegna di Taormina e Messina. Dal 1968 divenne direttore e da allora, fino alla prima decade del duemila, ha guidato il "suo" giornale con mano ferma, idee chiare, attenzione ai grandi eventi della storia ma anche ai più piccoli fatti di cronaca, che lui considerava di vitale importanza per un quotidiano di respiro meridionale e nazionale ma fortemente radicato nei territori.
Nino Calarco è stato anche politico, ma non certo per professione. Dal 1979 al 1983 fu senatore della Repubblica, eletto nella lista della Democrazia Cristiana. Era un modo di accompagnare il suo impegno giornalistico in un'altra veste, facendo sentire la voce dei calabresi e dei siciliani in Parlamento. Da direttore e da senatore portò avanti, e a compimento, battaglie di vitale rilevanza per Messina, come quella per la costruzione dell'acquedotto Bufardo che risolse la drammatica emergenza idrica degli anni della grande sete. E poi la lotta contro il degrado socio-urbanistico simboleggiato dalle sterminate baraccopoli messinesi. Fu componente della commissione parlamentare che si occupò dei servizi segreti deviati e della loggia P2.

Terminato il mandato parlamentare tornò alla direzione del giornale. E da lì si dedicò anche a un'altra grande sua passione personale e battaglia per il rilancio dello Stretto e del Sud: quella in favore del ponte. Nel 1987 venne nominato presidente della società pubblica Stretto di Messina Spa, che guidò fino al 2002, rinunciando a qualsiasi indennità o retribuzione. Nino Calarco è stato veramente una parte importantissima della nostra storia e a piangerlo oggi sono intere generazioni di giornalisti cresciuti sotto la sua guida e i tanti che lo hanno conosciuto, anche i suoi avversari, che lo hanno sempre stimato e rispettato. Addio, Direttore».

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