'Ndrangheta, sanità e politica: Galati e Muraca l’anello di congiunzione fra i clan e l’Asp

NOMI-INTERCETTAZIONI | Le ditte Putrino e Rocca con i “buoni uffici” dell'ex parlamentare e dell'ex consigliere comunale di Lamezia Terme e con la complicità dei dirigenti dell’azienda sanitaria avrebbero ottenuto l'affidamento del servizio di fornitura delle autoambulanze destinate agli operatori del 118

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12 novembre 2018
11:59
Luigi Muraca e Pino Galati
Luigi Muraca e Pino Galati

Sarebbero stati “l'anello di congiunzione tra il contesto 'ndranghetistico e la dirigenza dell'Asp coinvolta” l'ex deputato Giuseppe Galati e l'ex consigliere comunale di Lamezia Terme Luigi Muraca, arrestati stamane dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione che ha portato in carcere o ai domiciliari 24 persone, fra cui esponenti della 'ndrangheta e dirigenti dell'Asp di Catanzaro. Questo è quanto sostengono gli inquirenti negli atti dell'inchiesta "Quinda bolgia". Le ditte Putrino e Rocca, legate alla 'ndrangheta, con i buoni uffici dei due politici e con la complicità di dirigenti dell'azienda sanitaria, avrebbero ottenuto l'affidamento del servizio di fornitura delle autoambulanze destinate agli operatori del 118. In alcuni casi, sarebbero stati forniti mezzi privi dei requisiti tecnici richiesti.


Nello stesso 2017 l'impresa Putrino veniva colpita da un provvedimento interdittivo antimafia emesso dalla Prefettura di Catanzaro che comprometteva la prosecuzione del delicato servizio pubblico affidatogli.
In tale momento storico si inseriva il secondo sottogruppo di ‘ndrangheta, denominato Rocca, anch’esso operante negli stessi settori economici che, forte della illecita concorrenza con cui era stato conquistato il mercato unitamente da Putrino ai danni di tutti gli altri operatori economici del settore che illegalmente erano stati posti fuori dal libero mercato, iniziava ad operare nel delicato quanto importante servizio pubblico quale capofila di una associazione temporanea di scopo.



Le indagini, che hanno beneficiato di puntuali riscontri anche dalle dichiarazioni di numerosi ed affidabili collaboratori di giustizia, hanno consentito di tratteggiare una situazione di assoluto allarme sociale alòl'ospedale di Lamezia Terme dove, specie all’interno del reparto di pronto soccorso, gli accoliti dei due gruppi criminali hanno imposto un controllo totale occupando manu militari gli spazi, instaurando un regime di sottomissione del personale medico e paramedico operante.
ln tal senso, le attività investigative svolte dalla guardia di finanza hanno fatto emergere che i dipendenti dei due gruppi imprenditoriali hanno la disponibilità delle chiavi di alcuni reparti dell’ospedale, la possibilità di consultare i computer dell’Asp onde rilevare dati sensibili in merito a degenti, l’ingresso presso il deposito farmaci dedicato alle urgenze del pronto soccorso, situazione questa ben nota alla dirigenza dell’azienda sanitaria.
In tale filone sono stati sottoposti a misura cautelare 19 persone nei cui confronti vengono contestate a vario titolo le condotte di associazione di stampo mafioso, delitti contro la pubblica amministrazione, l’industria ed il commercio anche in forma aggravata.

In materia di cautela reale si è proceduto con il sequestro preventivo ai sensi della normativa antimafia e
della responsabilità “parapenale” delle società ed enti dell’intero complesso aziendale delle sei società/enti
riconducibili ai due sottogruppi di ‘ndrangheta per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Tra questi spiccano le società operanti tanto nel servizio sostitutivo delle ambulanze pubbliche che delle onoranze funebri compreso due “case funerarie”.


Custodia cautelare in carcere


1. PUTRINO Pietro, 73 anni, di Lamezia Terme;
2. PUTRINO Diego, 36 anni, di Lamezia Terme;
3. PUTRINO Diego, 51 anni, di Lamezia Terme;
4. TORCASIO Vincenzo detto “Enzino”, 38 anni, di Lamezia Terme;
5. ROCCA Silvio, 61 anni, di Lamezia Terme;
6. ROCCA Pietro, 63 anni, di Lamezia Terme;
7. ROCCA Ugo Bernardo, 33 anni, di Lamezia Terme;
8. FERRISE Pietro, 59 anni, di Lamezia Terme;
9. GAGLIARDI Alfredo, 40 anni, di Lamezia Terme;
10. STRANGIS Tommaso Antonio, 53 anni, di Lamezia Terme;
11. DI SPENA Franco Antonio detto “Tony”, 45 anni, di Lamezia Terme;
12. REILLO Pasquale, 52 anni, di Lamezia Terme;


Arresti domiciliari


13. GEMELLI Roberto Frank, 54 anni, di Lamezia Terme;
14. MAUCERI Sebastiano Felice Corrado, 56 anni, di Lamezia Terme;
15. GALATI Giuseppe, 57 anni, di Lamezia Terme;
16. MURACA Luigi, 50 anni, di Lamezia Terme;
17. PUGLIESE Giuseppe, 50 anni, di Crotone;
18. PERRI Giuseppe, 65 anni di Falerna;
19. CICCONE Eliseo, 65 anni, di Catanzaro

 

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