Oliverio fa “divorziare” Paolo Mieli dal Festival dei due Mondi

La società romana che promuove le interviste dell’ex direttore del Corriere della Sera lascia Spoleto dopo 6 anni. Pietra dello scandalo la sponsorizzazione da parte della Regione Calabria dell’ultima edizione dell’evento collaterale alla kermesse umbra. Sulla vicenda starebbe indagando la Finanza

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di Enrico De Girolamo
17 aprile 2019
16:55
Paolo Mieli e Mario Oliverio a Spoleto nel 2018
Paolo Mieli e Mario Oliverio a Spoleto nel 2018

C’è uno strascico inaspettato alle polemiche che un anno fa accompagnarono la trasferta di Mario Oliverio a Spoleto, per partecipare agli Incontri di Paolo Mieli, una manifestazione collaterale al Festival dei due mondi, che da 6 anni era ormai una presenza fissa a margine dell’importante kermesse culturale.

Hdrà, la società romana di comunicazione e marketing che produce il format con l’ex direttore del Corriere della Sera, quest’anno non organizzerà l’evento in occasione del festival, traslocando invece a Napoli. La notizia, rilanciata dal Corriere del Mezzogiorno, potrebbe essere annoverata come un semplice cambio di location, se non fosse che l’ultima edizione degli incontri di Paolo Mieli (luglio 2018) fu sponsorizzata proprio dalla Regione Calabria, che pagò ad Hdrà una fattura di 100mila euro per un pacchetto “tutto compreso” che prevedeva una cena di gala con 60 invitati selezionati e la partecipazione di Oliverio al fianco di noti personaggi dello spettacolo e dell’informazione, come Carlo Freccero, Raffaella Carrà, Marco Travaglio, Franca Leosini, Gabriele Muccino e Paola Cortellesi.

 

La vicenda, portata alla luce per la prima volta dal nostro giornale (qui il primo articolo), sollevò numerose polemiche, sia in merito all’opportunità di un’operazione che non contribuiva concretamente agli obiettivi di promozione turistica ostentati negli atti regionali, sia con riferimento all’entità della spesa e alle modalità di assegnazione con affidamento diretto.

Interrogativi che rimbalzarono anche in Umbria, dove un senatore Cinquestelle, Stefano Lucidi, chiese al sindaco di Spoleto e presidente della fondazione del festival, Umberto De Augustinis, di spiegare come stessero le cose e se davvero la kermesse avesse ricevuto soldi dalla Regione Calabria. La replica del primo cittadino («La Fondazione non ha percepito alcuna somma in relazione al contributo della Regione Calabria, che non sarà dunque inserito nel rendiconto della 61esima edizione») confermò la tesi del nostro giornale, che da settimane sosteneva che la sponsorizzazione da 100mila euro della Calabria riguardava esclusivamente gli Incontri di Paolo Mieli e non certo la partecipazione al Festival dei due mondi, come invece il presidente Mario Oliverio e gli atti regionali si ostinavano a sostenere per dare all’operazione un peso “istituzionale” che non aveva.
È stato in quel momento che, probabilmente, i rapporti tra Hdrà e gli organizzatori della kermesse si sono incrinati irrimediabilmente, tanto che oggi il presidente della società, Massimo Luchetti - riporta il Corriere del Mezzogiorno -, spiega il divorzio con parole non certo lusinghiere: «Sentivamo l'esigenza di cambiare. Il festival di Spoleto, e lo dico proprio io che sono spoletino, è diventato un po' statico negli ultimi anni. È diventato un fenomeno di giro in cui trovi sempre le stesse persone e gli stessi interlocutori».

 

Che alla base della rottura ci sia proprio la vicenda che ha coinvolto la Regione Calabria, lo conferma indirettamente la stampa umbra. Su Umbria24.it, infatti, si legge che il trasloco da Spoleto a Napoli della rassegna di incontri di Mieli «era nell’aria già da tempo dopo che, nell’edizione 2018, la partecipazione del governatore della Calabria, Mario Oliverio, e l’organizzazione di un evento di promozione dei prodotti calabresi a Spoleto, finanziata con 100 mila euro di fondi europei dalla Regione, è finita sotto la lente della Guardia di Finanza, che sta tuttora indagando».

 

L’inchiesta a cui allude il quotidiano umbro online potrebbe essere scaturita anche dall’esposto-denuncia presentato dalla senatrice Cinquestelle Bianca Laura Granato, che nell’agosto 2018, dopo gli articoli di stampa sulla vicenda, varcò la porta degli uffici giudiziari di Catanzaro chiedendo «l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità penali e contabili», nonché «di valutare l’opportunità di allargare le indagini al complesso delle spese per la comunicazione istituzionale sostenute dalla Regione Calabria guidata da Mario Oliverio».
«Tocca ai magistrati – ha sostenuto la parlamentare calabrese - stabilire se vi siano reati e danni all'erario circa la trasferta umbra di Oliverio con intervista e delizia di palati, rammento al governatore che con i 100mila euro bruciati si potevano assumere almeno tre operatori della sanità pubblica. Oramai la sfacciataggine all'ultimo piano della Cittadella non conosce vergogna».
Da allora, non si è saputo più nulla di ufficiale. Ma fonti giornalistiche umbre confermano l’attività di indagine che starebbero conducendo le Fiamme gialle.

 

Enrico De Girolamo

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