La vita e i sogni spezzati di Lorena strangolata e uccisa dal fidanzato

La studentessa di Medicina che dal suo profilo facebook esortava a stare a casa per combattere il coronavirus, nella sua stessa casa è stata assassinata dal compagno 

di Manuela Serra
31 marzo 2020
12:50
Lorena Quaranta (foto facebook)
Lorena Quaranta (foto facebook)

Lorena Quaranta era giovane, era bella, era piena di vita. E amava il camice bianco. La passione per la medicina traspare dai suoi occhi, dalle decine di foto pubblicate sul suo profilo facebook che trasmettono tutto l’amore verso la professione che aveva scelto.

Lorena studiava all’università di Messina per diventare medico e come lei pure il suo fidanzato, Antonio De Pace, originario di Dasà, nel Vibonese.

Su facebook anche tantissime le foto insieme. Foto felici, momenti spensierati, al mare, a cena, con amici. Scatti che mai avrebbero fatto presagire la tragedia che si è consumata questa mattina a Furci Siculo, in un condominio nella zona nord del paese del Messinese.

In un post dell’11 marzo Lorena pubblicava la foto che in queste settimane ha fatto il giro del web di un medico che tiene in braccio l’Italia ferita: «Ora più che mai bisogna dimostrare Responsabilità e amore per la VITA – scriveva Lorena nel post - Abbiate Rispetto di voi stessi ,delle vostre Famiglie e del vostro Paese. E ricordatevi di coloro che sono quotidianamente in Corsia per curare i nostri malati. Rimaniamo uniti, ognuno nella propria CASA. Evitiamo che il prossimo malato possa essere un nostro caro o noi stessi».

E lei, proprio nella sua casa ha perso la vita. Strangolata e uccisa dal fidanzato. Forse al termine di una violenta lite.

L’uomo ha poi tentato il suicidio provando di tagliarsi le vene ma prima ha chiamato i carabinieri confessando l’efferato delitto. Giunti sul posto i militari hanno prestato subito soccorso e ora il giovane si trova piantonato nel policlinico.

«È un dramma nel dramma – dice il sindaco di Furci Siculo, Matteo Francilia, all’Adnkronos - Stamattina ci siamo svegliati con la notizia di questa tragedia. Siamo sconvolti, la nostra comunità è da sempre in prima linea nel contrasto alla violenza di genere, abbiamo anche istituito un centro di ascolto. Chi si macchia di simili gesti deve marcire in galera».

Giornalista
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