Omicidio Pagliuso, condannati all'ergastolo Pino e Luciano Scalise: sono accusati di essere i mandanti

I due sono accusati anche di associazione mafiosa e ritenuti al vertice del gruppo della montagna operante nel territorio nell'area di Soveria Mannelli. L'agguato costato la vita al penalista lametino è avvenuto nell'agosto del 2016

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di Luana  Costa
18 giugno 2021
13:33

Sono stati condannati all'ergastolo Pino e Luciano Scalise accusati di essere i mandanti dell'assassinio dell'avvocato Francesco Pagliuso, ucciso a colpi di arma da fuoco davanti la sua abitazione di Lamezia Terme. Questa mattina il Gup del Tribunale di Catanzaro, Pietro Carè, ha emesso una sentenza esemplare di condanna nei confronti dei due ritenuti anche al vertice del "Gruppo della Montagna" operante nel territorio nell'area di Soveria Mannelli, Decollatura, Platania e Serrastretta.

In particolare, i due - oltre a rispondere di associazione mafiosa - sono anche accusati di aver organizzaro e deliberato l'agguato costato la vita all'avvocato lametino Francesco Pagliuso incaricando il killer della cosca, Marco Gallo, di portare a termine l'esecuzione avvenuta nell'agosto del 2016. Nei confronti di entrambi il pubblico ministero, Andrea Buzzelli, nel corso dell'ultima udienza aveva invocato una pena di 30 anni di reclusione.


Le altre condanne

Nell’ambito del medesimo procedimento celebrato con rito abbreviato sono stati condannati anche Andrea Scalzo alla pena di 8 anni e 2 mesi di reclusione, Angelo Rotella a otto anni e 4 mesi di reclusione e Vincenzo Mario Domanico a 6 anni e 8 mesi di reclusione.

Risarcimento danni

Il Gup ha anche disposto un risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili costituitesi in giudizio. In particolare, ha disposto il risarcimento di 300mila euro nei confronti della moglie Antonella Di Vasto, di 330mila euro in favore del figlio Giovanni Leonardo Pagliuso, di 140mila euro in favore di Antonia Pagliuso, 20mila in favore di Giovanni Albanese, 20mila euro in favore di Mattia Albanese, 300mila euro in favore di Giovanni Battista Pagliuso, 300mila euro in favore di Rosa Grandinetti, 140mila euro in favore di Angela Rita Pagliuso, 20mila euro in favore di Antonio Folino, di 20mila euro in favore di Pierluigi Folino.

Riconosciuto inoltre il risarcimento dei danni anche nei confronti della Camera Penale di Lamezia Terme (15mila euro) e in favore dei comuni di Platania (10mila euro) e di Serrastretta (10mila euro); nei confronti della Regione Calabria (10mila euro) e della Provincia di Catanzaro (10mila euro). Altrettante somme sono state riconosciute all’associazione antiracket di Lamezia Terme, al Comune di Lamezia Terme (20mila euro), al Comune di Decollatura (20mila euro) e al comune di Serrastretta (20mila euro)

Disposto un risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili costituite in giudizio. In particolare, ha disposto il risarcimento di 300mila euro ciascuno nei confronti della moglie e del figlio; 100mila euro nei confronti dei genitori e 140mila nei confronti delle sorelle della vittima. Riconosciuto il risarcimento dei danni anche nei confronti della Regione Calabria e di diversi comuni del lametino che si erano costituite parti civili oltre alla Camera Penale di Lamezia Terme e il Consiglio dell’ordine di Lamezia Terme.

Il collegio difensivo è composto da Antonio Larussa, Piero Chiodo e Valerio Vianello. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Giuseppe Zofrea, Nunzio Raimondi, Aldo Ferraro, Salvatore Staiano, Enzo Galeota.

Giornalista
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