Ospedale Cetraro, al punto nascite solo parate di politici: apertura ancora lontana

Medici in fuga dal reparto. Gianfranco Amoroso e Giancarlo D'agostino andranno in aspettativa dal 1° giugno, ma la politica continua ad illudere i cittadini

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di Francesca  Lagatta
14 maggio 2021
12:51
L’ospedale di Cetraro
L’ospedale di Cetraro

La politica calabrese ci ha abituato alle parate elettorali, ai proclami senza senza seguito, tanto che oramai è difficile distinguere la realtà dalla fantasia. La sanità, tema caldissimo, nell'ultimo decennio è stata abbondantemente strumentalizzata. Basti pensare agli ospedali, ai potenziamenti mai realizzati e alle riaperture mai avvenute, nonostante i vassoi di dolci e i tagli di nastro a favore di telecamere. Cosa non si farebbe, d'altronde, per una manciata di consensi. 

È anche il caso che riguarda il punto nascita di Cetraro, chiuso ad agosto 2019 dopo le ispezioni seguite alla tragica morte di Santina Adamo, la donna che ha perso la vita proprio in quel reparto per un'emorragia uterina due ore dopo aver messo al mondo il suo secondo figlio. Il reparto da allora non è mai riaperto e non riaprirà, almeno per il momento, eppure nell'arco degli ultimi due anni gli annunci sono stati numerosi. Di recente, poi, la politica cittadina ha riacceso le (false) speranze catalizzando l'attenzione sull'arrivo del dottor Gaetano Gigli.


Cosa farà Gigli?

Tanto per cominciare, Gigli ha semplicemente sostituito Angelo Cannizzaro, nominato primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia di Cetraro nell'ottobre del 2019. E sì, la nomina di un primario è uno dei criteri richiesti dal Ministero della Salute per la riapertura del reparto ma, come abbiamo detto poc'anzi, il responsabile già c'era e le attività non sono mai riprese. Di conseguenza l'arrivo di Gigli è importante ma non fondamentale per il riavvio del punto nascita.

La carenza di medici e la fuga dal reparto

Diamo per scontato che la nomina di Gigli rappresenti un altro scalino verso la riapertura. Bene, ora però dobbiamo scenderne due, forse anche tre. Perché il reparto di Ostetricia e Ginecologia, funzionante solo per metà, presenta da molto tempo problemi di carenza di personale. I medici e gli infermieri sono pochi e gestire i turni è un'impresa. A questo si aggiungono due determine, la n° 224 e la n° 225 del 12 maggio scorso, con cui l'Asp di Cosenza rende noto che ben due medici, nello specifico Gianfranco Amoroso e Giancarlo D'Agostino, hanno chiesto e ottenuto «l'aspettativa non retribuita per assunzione a tempo determinato presso altra azienda». Le direttive saranno valide a decorrere dal prossimo 1° giugno. La riapertura del punto nascita, quindi, checché se ne dica è ancora una chimera.

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