Petrolmafie, convalidato il fermo per i 2 broker milanesi legati alla cosca Mancuso

Irina Paduret e Francesco Saverio Porretta sono accusati di associazione mafiosa e secondo l'ipotesi della Procura sarebbero stati l'anello di collegamento tra il clan vibonese e i fornitori di carburante

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di Luana  Costa
12 aprile 2021
14:13

Restano in carcere Francesco Saverio Porretta, 47 anni e Irina Paduret, 35 anni. Entrambi sottoposti ad un provvedimento di fermo lo scorso giovedì nell'ambito dell'inchiesta istruita dalla Dda di Catanzaro e denominata Petrolmafie.

L'inchiesta

L'indagine ha disvelato una fitta rete di società cartiere che emettevano false fatturazioni e false attestazioni immettendo nel circuito legale prodotti petroliferi di bassa qualità destinati alle stazioni di servizio bianche, quelle prive di logo di società petrolifere, reinvestendo i proventi illeciti della criminalità organizzata. La Procura di Catanzaro aveva emesso 15 provvedimenti di fermo a carico di altrettante persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni. I prodotti petroliferi venivano per lo più importanti dall'Est Europa ma artefatti e reimessi sul mercato come gasolio per autotrazione godendo di una accise agevolata e così ottenendo guadagni milionari. 


Le accuse

Porretta e Paduret, difesi dall'avvocato Giuseppe Vetrano, sono accusati di associazione di stampo mafiosa e ritenuti dagli inquirenti due broker operanti nel territorio milanese. Legati, in particolare, ad Antonio Prenesti ma in contatto anche con l'imprenditore vibonese Giuseppe D'Amico, con Luigi Mancuso e Silvana Mancuso, i quali sarebbero stati l'anello di collegamento tra la cosca Mancuso ed importanti fornitori – italiani e stranieri di carburante, mettendo a disposizione del sodalizio il loro patrimonio di conoscenze – tecniche e commerciali – e le loro entrature nel settore della commercializzazione del carburante, per consentire il reperimento di nuovi canali di approvvigionamento. A tal fine avrebbero fornito informazioni ad Antonio Prenesti, anche relative all’interesse degli inquirenti su di lui e sulla cosca Mancuso, partecipando in prima persona a riunioni o colloqui riservati nel corso dei quali contribuivano a delineare la strategia dell’organizzazione in tale ambito.

Restano in carcere

Sabato si è svolta l'udienza in convalida del fermo dinnanzi al Gip del Tribunale di Milano, dove entrambi risiedono. Irina Paduret si è avvalsa della facoltà di non rispondere mentre Francesco Saverio Porretta ha reso dichiarazioni spontanee. Questa mattina il Gip ha convalidato il fermo nei confronti di entrambi disponendo la custodia cautelare in carcere.

Giornalista
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