Assolto l’ex presidente della Provincia di Vibo Salvatore Solano. La Procura generale di Catanzaro aveva chiesto la conferma del verdetto per l’ex consigliere comunale di Vibo Francescantonio Tedesco e per l’imprenditore Giuseppe D’Amico
La sentenza della Suprema Corte per il troncone del processo celebrato con rito abbreviato per l’inchiesta della Dda di Catanzaro scattata l’8 aprile 2021
Così ha deciso la Suprema Corte sulla posizione dell’imprenditore, già condannato in primo grado ad 1 anno e 4 mesi per il reato di associazione a delinquere
Per i giudici della Corte d'Appello non c'è il pericolo di reiterazione dei reati. Già condannato a 7 anni di carcere perché riconosciuto promotore di una organizzazione dedita alla commercializzazione di carburanti attraverso una filiera illegale
La Dda di Catanzaro propone appello su un’assoluzione per tentata estorsione. La mediazione del boss attraverso Pasquale Gallone: «Non fa piacere uno di un altro paese che viene a fare un pozzo qui». Diventano definitive 14 assoluzioni, ecco i nomi
Tra le posizioni che l'accusa chiede di rivedere anche quelle di Giuseppe e Antonio D'Amico, del boss Luigi Mancuso, di Lady Petrolio Anna Bettozzi e dell'ex presidente della Provincia di Vibo Valentia Salvatore Solano
Emessa la sentenza di secondo grado per gli imputati che hanno optato per il rito abbreviato: fra loro anche Filippo Fiarè, Gregorio Giofrè, Pasquale Gallone e Daniele Prestanicola
L’affare degli idrocarburi sotto le direttive di “Zio Luigi”. Le rassicurazioni a Ciccio Tabacco («Non vengo a imbrogliare in casa Mbrogghja») e i milanesi che volevano entrare nel business: «Mi metto anche io nella società, uno dei nostri ci deve essere sempre». Ecco le motivazioni della sentenza
La caduta di Anna Bettozzi, aspirante popstar e imprenditrice spregiudicata. Nelle motivazioni della sentenza i giudici parlano di «spasmodica accumulazione di profitti illeciti». Ma non ravvisano prova della «sussistenza e operatività del clan Moccia». Nel 2019 il suo arresto mentre era diretta a Cannes con 300mila euro in contanti
Nelle motivazioni della sentenza Petrolmafie viene descritta la figura «carismatica» e le «doti relazionali» del boss di Limbadi, capace di «sciogliere problematiche e contrasti anche con le cosche reggine». Ma non vi sono prove che avesse il ruolo di Crimine
VIDEO | Le invettive contro il procuratore e l'affare degli idrocarburi della mafia scoperchiato da Emanuele Mancuso che racconta come la famiglia godesse di privilegi con i rifornimenti di benzina
VIDEO | La cena con Luigi Mancuso per incontrare i kazaki a gennaio 2019. Il progetto per la costruzione di un oleodotto e di un deposito carburanti nella ex Cgr di Vibo Marina
Il procedimento è incentrato su presunti illeciti perpetrati dai clan del Vibonese e dai loro sodali nel commercio all’ingrosso di idrocarburi. Chiesta una pena di otto anni di reclusione per Gregorio Gioffrè e Filippo Fiarè, assolti in abbreviato
Si tratta nello specifico dei due tronconi omicidi e Petrolmafie-Dedalo. Sui 200 "ingressi" nel giudizio hanno completato la procedura solamente Libera, la Regione Calabria, l'Associazione antiracket di Vibo ed i Comuni di Vibo, Sant'Onofrio, Tropea, Ricadi, Mileto, Ionadi, San Costantino e Maierato
Il collaboratore di giustizia in Tribunale a Vibo ha parlato dei rapporti di equilibrio all’interno della famiglia, dagli affari con il petrolio fino a rapporti con emissari di Stati esteri
A deporre il maresciallo del Ros Vincenzo Franco che rispondendo alle domande del pm della Dda De Bernardo ha ricostruito la contestazione relativa ad una presunta turbativa d’asta. Ecco quanto emerso nel corso dell’udienza
Fra gli imputati, non solo esponenti delle cosche locali ma anche dipendenti e funzionari provinciali, ex consiglieri comunali, imprenditori e il presidente della Provincia. Sul presidente del collegio Tiziana Macrì pendono due richieste di ricusazione
Il gup di Catanzaro manda a processo anche dipendenti e funzionari provinciali, ex consiglieri comunali, imprenditori, boss dei clan Mancuso, Fiarè e dei Piscopisani
Ci sono anche i boss Francesco Mancuso e Filippo Fiarè. In 57 hanno invece scelto il rito ordinario e per loro l’udienza preliminare proseguirà il 20 ottobre