Tra indiscrezioni di Dagospia, allusioni radiofoniche a La Pennicanza e voci di Palazzo, lo scandalo rosa agita la maggioranza e alimenta il tam tam politico-mediatico
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Ci sarebbe un altro ministro “nammurato” nel governo Meloni, ovviamente sposato, ovviamente insospettabile, ma ormai da giorni sulla bocca di tutti. A svelarlo sono il solito informatissimo Dagospia e Rosario Fiorello nel suo La Pennicanza. E da giorni ormai si rincorrono le voci, con Fiorello che sembra impegnato a giocare il Cruciverbone con indizi aggiunti giorno per giorno. Ma insomma, dopo Gennaro Sangiuliano e Matteo Piantedosi, chi finirà nella morsa del gossip?
A Roma, del resto, il pettegolezzo politico è uno sport più praticato del padel. E infatti basta una frase buttata lì da Dagospia, una mezza allusione in radio, un articolo ripreso da un quotidiano e improvvisamente ministeri, corridoi parlamentari e chat dei giornalisti diventano una gigantesca escape room sentimentale. Tutti giocano a fare Sherlock Holmes, nessuno dice il nome, ma tutti assicurano di sapere perfettamente chi sia il protagonista del caso.
Fiorello trasforma il gossip in un quiz nazionale
Il vero regista del teatrino, almeno mediaticamente, è Fiorello. Lo showman siciliano ha trasformato la vicenda in una specie di quiz radiofonico tra ironia, allusioni e frenate improvvise dell’ultimo secondo. Prima le iniziali comprese tra la R e la Z, poi l’elenco dei ministri “sospetti”, infine il nuovo colpo di scena: la lettera P. «Piantedosi l’abbiamo già dato», scherza Fiorello, continuando però a lasciare briciole di pane lungo la strada.
Il risultato è che ormai il mistero conta quasi più della notizia stessa. Continua a leggere su LaCapitale.it

