Ponte Cannavino, la provocazione del sindaco di Spezzano Sila: «Costruiamolo ex novo»

VIDEO | Il primo cittadino del comune cosentino Salvatore Monaco sulla necessità di nuovi lavori strutturali sul viadotto della Statale 107: «Gli interventi tampone non servono. Cerchiamo una soluzione definitiva»

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di Salvatore Bruno
10 maggio 2021
06:30

Per tenere in piedi il Cannavino non basta la manutenzione già programmata da Anas proprio per questi primi giorni di maggio, sul viadotto della Statale 107 situato in prossimità degli abitati di Celico e Spezzano della Sila.

Bisogna sostituire l'impalcato

Ispezioni più approfondite hanno rilevato danni strutturali dovuti alla vetustà dell’opera, risalente a cinquant’anni fa, e poi alle intemperie ed all’intenso traffico. L’infrastruttura sostiene il passaggio di migliaia di veicoli ogni giorno, anche di mezzi pesanti. Per mantenere l’opera fruibile in sicurezza occorrono interventi più complessi, addirittura la sostituzione dell’intero impalcato.


Nuovo piano di investimenti

L’Anas ha quindi rescisso il contratto con il precedente appaltatore incaricato dell’adeguamento statico, essendo di fatto cambiata la finalità dell’intervento. La previsione di spesa supera i sette milioni di euro. La comunità e gli amministratori locali guardano sempre con preoccupazione ai cantieri dell’importante arteria, fondamentale pure per raggiungere le località turistiche dell’altopiano, già provate dalle conseguenze della pandemia.

Soluzione duratura nel tempo

Per questo il sindaco di Spezzano, Salvatore Monaco, invoca misure definitive. Anche a costo di ricostruire il ponte: «Nelle ultime settimane si parla molto di risorse e di investimenti. Quindi mi chiedo perché non pensare, se necessario, alla realizzazione di un nuovo viadotto – dice, lanciando la provocazione – Non so indicare le soluzioni tecniche. So che occorre una soluzione efficace e duratura nel tempo».

Asse viario strategico

«Nei prossimi giorni chiederemo un confronto ampio con tutte le istituzioni. Gli interventi tampone ormai non servono più per cui serve una prospettiva diversa, orientata verso un intervento definitivo. La questione merita di essere portata anche all’attenzione del governo nazionale. Perché stiamo parlando di un asse viario strategico e fondamentale della regione, che mette in collegamento anche i due capoluoghi di provincia Cosenza e Crotone».

Giornalista
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