Sentenza innovativa

Prevenzioni infortuni sul lavoro, il Tar dà ragione a un’azienda calabrese: Inail aveva torto

L'Istituto nazionale aveva bocciato parzialmente la pratica di finanziamento ad una impresa che investe per mitigare i rischi per la salute dei propri dipendenti

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di Salvatore Bruno
22 settembre 2022
23:00
Il Tar di Catanzaro. Nel riquadro l’avvocato Carmelo Salerno
Il Tar di Catanzaro. Nel riquadro l’avvocato Carmelo Salerno

In un settore particolarmente delicato che è quello dei finanziamenti Inail in materia di investimenti per la riduzione del rischio sui luoghi di avoro, si registra una sentenza particolarmente importante del Tar di Catanzaro in merito ad una controversia che ha visto l'Istituto contrapposto in giudizio ad una importante impresa produttiva calabrese.

L'origine della contesa

La contesa ha tratto origine dalla mancata erogazione di un contributo da parte dell'Inail, richiesto dai titolari dell'attività economica in questione per mitigare il rischio di infortunio sul lavoro dei propri dipendenti. In particolare la ditta, nell'ambito dell'avviso ISI del 2018, pubblicato dall'Inail per fornire incentivi economici finalizzati a realizzare progetti per migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, aveva presentato una piano di investimenti pari a 200 mila euro, con richiesta di finanziamento di 130 mila euro, per l'acquisto di alcuni macchinari utili ad automatizzare alcuni passaggi del ciclo produttivo, così da ridurre il sovraccarico biomeccanico degli addetti alla lavorazione, determinato dallo svolgimento di ripetuti movimenti degli arti superiori.


Parziale bocciatura

L'Inail tuttavia, aveva accolto la domanda solo parzialmente, ammettendo a finanziamento una quota di poco più di 25 mila euro, ritenendo la rimanente parte dell'investimento programmato non impattante sulla riduzione del rischio di infortunio. In sostanza l'Istituto non ha valutato nel lungo periodo l'effetto usurante sugli operai, del ripetuto movimento manuale richiesto dal ciclo produttivo, che l'acquisto dei macchinari avrebbe limitato.

La decisione del tribunale

Il tribunale però, ha smentito l'Istituto, accogliendo le tesi dell'avvocato Carmelo Salerno, difensore della società ricorrente. Avvalendosi di una consulenza tecnica d'ufficio, i giudici sono entrati nel merito della questione e stabilito che gli investimenti programmati, sulla base dei quantitativi movimentati, avrebbero certamente consentito di limitare gli effetti usuranti patiti dal personale e di migliorarne così la qualità delle condizioni di lavoro, rispondendo quindi pienamente agli obiettivi dell'avviso pubblico.

Sentenza innovativa

Si tratta di una sentenza innovativa poiché è rarissimo che la giustizia amministrativa si incunei nelle valutazioni dell'Inail sulle modalità di attuazione della prevenzione dei rischi, peraltro nell'ambito di una procedura alla quale accedono in Italia migliaia di imprese, così di fatto aprendo le porte ad un nuovo orientamento giurisprudenizale di favore per le imprese che fanno investimenti per migliorare la sicurezza sul lavoro. E non è un aspetto di poco conto, considerate le statistiche: nel 2021 le morti sul lavoro sono state 1.361, gli infortuni denunciati oltre 500 mila.

Giornalista
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