Calcio scommesse, i tifosi: «Verità e giustizia per la Vigor»

L’inchiesta Dirty Soccer portò in superficie la presunta alterazione delle partite dei campionati di Lega Pro e Lega D della stagione 2014-15 per foraggiare il sistema delle scommesse

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di T. B.
29 gennaio 2019
20:06

“Verità e giustizia per la Vigor”. E’ questa la scritta che campeggiava sullo striscione con il quale un gruppo di tifosi attendeva stamane davanti al Tribunale di Lamezia Terme l’udienza del processo Dirty Soccer. Un’inchiesta quella sul calcio scommesse che ha portato nel 2015 all’emissione da parte della Dda di ben 50 fermi e alla messa sotto indagine di altre 70 persone in stato di libertà. Un vero e proprio vaso di Pandora quello scoperchiato e che ha portato in superficie un losco apparato di alterazione dei risultati delle partite di calcio dei campionati di Lega Pro e Lega D della stagione 2014-15 per foraggiare il sistema delle scommesse.

 

Un sistema rodato e con ramificazioni in tutta Italia. Ecco perché si sta celebrando in 13 tribunali. Oggi a Lamezia l’udienza, a causa di alcuni difetti di notifica, è stata rinviata. A processo, per l’udienza preliminare nel tribunale lametino, sono stati chiamati Claudio Arpaia, Fabrizio Maglia e Felice Bellini, rispettivamente ex presidente, ex direttore sportivo ed ex responsabile marketing della Vigor Lamezia, Domenico Giampà, Luigi Condò, Ercole Di Nicola, Armando Ortoli, Sebastiano La Ferla, Giuseppe Perpignano, Salvatore Casapulla, Robert e Adrian Farrugia.

 

Giornalista
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