Reggio Calabria, la burocrazia blocca la vaccinazione dei migranti di San Ferdinando

VIDEO | Tra gli elementi ostativi la possibilità di prenotasi solo utilizzando la tessera sanitaria e dunque il codice fiscale differente in possesso degli ospiti della baraccopoli non viene riconosciuto dalla piattaforma

di Anna Foti
18 giugno 2021
23:15

Informazione, ricognizione e risoluzione di problemi tecnici e burocratici. Questi i passi da compiere per procedere senza intoppi e ulteriori ritardi con la vaccinazione dei migranti della baraccopoli di San Ferdinando. Migranti che in questo momento non sono più di 250. Passi impegnativi. Seguiranno, per questo, altre riunioni dopo quella svoltasi in prefettura a Reggio Calabria.

Informazione e poi vaccinazione

«Si procederà con una campagna di informazione per capire intanto cosa pensino i migranti del vaccino e saggiare la loro disponibilità alla somministrazione. Una volta raccolti questi dati ci si organizzerà per la vaccinazione. Si inizierà da San Ferdinando ma poi l'attività si estenderà anche agli altri insediamenti informali presenti sul territorio, perché l'obiettivo comune è quello di vaccinare il maggior numero di persone e di garantire responsabilmente la salute e la sicurezza, visto che queste sono comunità fluttuanti che si spostano spesso», ha riferito il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi.


Il primo cittadino ha anche ribadito la sua indisponibilità a gestire, nel modo in cui negli ultimi mesi si è ridotta, la tendopoli (ormai una baraccopoli.) di San Ferdinando. «Non faccio più appelli alle istituzioni. Ho denunciato più volte l'inadeguatezza politica e culturale rispetto al tema delle migrazioni che invece di costituire un problema potrebbero essere una risorsa capace, se attenzionata nel modo giusto, di innescare trasformazioni virtuose sui territori, partendo proprio dai valori di lavoro e comunità», ha sottolineato ancora il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi.

Presenti, tra gli altri al vertice, anche sindacati e associazioni impegnati nella Piana di Gioia Tauro e che, dal loro prezioso osservatorio, hanno dato un contributo a sviscerare le numerose criticità riscontrate dai migranti in occasione dell’accesso alla piattaforma e, dunque, della (tentata) prenotazione.

Codice fiscale diverso

«Abbiamo già ricevuto delle richieste di vaccinazione, riscontrando poi delle serie difficoltà all'atto di prenotare sulla piattaforma regionale, non essendo previsti altri codici oltre quello della tradizionale tessera sanitaria. Il punto è che molti migranti possiedono un codice fiscale differente, che la piattaforma non contempla. Ciò li esclude dal processo. Abbiamo fatto presente il problema tecnico ricorrente e ostativo e la riunione ha tracciato un primo step di un percorso condiviso lungo il quale superare questa come altre criticità. Serve uno sforzo corale perché trattasi di un diritto che deve essere riconosciuto e che essere garantito specie a persone particolarmente vulnerabili per le condizioni di vita e di lavoro in cui versano come i braccianti stranieri. Dobbiamo, altresì, puntare sulla sensibilizzazione e sulla informazione anche perché le condizioni nella tendopoli di San Ferdinando non sono più quelle precedenti a questa pandemia. L'attenzione deve essere massima per sanare una situazione precaria dal punto di vista sanitario e della sicurezza», ha sottolineato Celeste Logiacco, segretaria generale CGIL della Piana.

I problemi burocratici

Complessa e pregna di sfumature è comunque la situazione che riguarda le singole posizioni dei migranti. Molti sono in attesa dell'esito del rinnovo del permesso di soggiorno, altri di quello dell'istanza di regolarizzazione. L'impatto della pandemia sulla burocrazia ha naturalmente riguardato anche questo ambito.
«Non è facile né utile semplificare la questione. Parlando con i migranti, le situazioni che vengono riferite sono molteplici. Ritardi burocratici, difficoltà nel rinnovare i permessi e tanto altro. Il dato che ne deriva è il mancato accesso alla campagna vaccinale con rischi significativi per la salute pubblica. Dobbiamo superare gli ostacoli che impediscono di fatto la prenotazione e dunque la vaccinazione», ha spiegato Peppe Marra di Usb Reggio Calabria.

Tanti in attesa di regolarizzazione non presenti in piattaforma

«Ci sono per esempio molti migranti che frequentano il nostro ambulatorio che riscontrano difficoltà nel prenotarsi per un problema tecnico della piattaforma nella quale, inserendo il codice di cui sono in possesso, non risultano presenti. Per loro nessuna posizione e dunque nessuna possibilità di prenotarsi e nessun vaccino. Una situazione simile riguarda chi è in attesa di regolarizzazione e che, dunque, versa in condizione di regolarità precaria. Eppure una circolare del ministero della Salute del luglio 2020 prevede espressamente l'iscrizione obbligatoria per questi migranti. Si tratta di questioni tecniche per i quali abbiamo chiesto interventi tempestivi e risolutivi. La situazione all'interno della tendopoli è stata più volte da noi posta all'attenzione delle istituzioni dal momento che, in quanto insediamento informale, la stessa è particolarmente esposta a rischi, specie in un momento di emergenza sanitaria. Al momento, quindi, è davvero prioritario garantire il diritto alla vaccinazione ai migranti», ha concluso Mauro Destefano, coordinatore del presidio Emergency di Polistena.

 

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