Reggio Calabria, il pentito De Carlo parla per la prima volta in aula

Collegato in videoconferenza, è stato interrogato nel corso del processo Gotha. Davanti alla Corte d'Appello reggina, ha confermato le dichiarazioni rese ai Pm

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di Redazione
28 ottobre 2020
17:10
La Corte d’Appello di Reggio Calabria
La Corte d’Appello di Reggio Calabria

Per la prima volta è stato sentito in un’aula di Tribunale Maurizio De Carlo, il nuovo pentito della cosca De Stefano. Stamattina il collaboratore di giustizia,fino a pochi mesi fa fedelissimo del boss Giovanni De Stefano detto il “Principe”, è stato interrogato nel corso del processo “Gotha” che si sta celebrando, con il rito abbreviato, davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria.

 


Ritenuto un imprenditore che curava gli interessi della ‘ndrangheta di Archi e per questo arrestato in estatenell’ambito dell’inchiesta “Malefix”, Maurizio De Carlo ha risposto alle domande dei sostituti procuratori della Dda Walter Ignazitto e Stefano Musolino. Collegato in videoconferenza con l’aula bunker, il pentito ha confermato le dichiarazioni rese ai pm nel corso dei precedenti interrogatori. Dopo aver sottolineato le ragioni che a metà settembre lo hanno spinto a saltare il fosso, De Carlo ha riferito in merito alle posizioni dell’imprenditore Emilio Angelo Frascati e di Dimitri De Stefano, entrambi condannati in primo grado a 13 anni e 4 mesi di carcere.

 

Nei confronti di quest’ultimo, figlio del boss defunto don Paolino e fratello del boss Giuseppe, il collaboratore di giustizia aveva già spiegato ai magistrati che «era meno operativo dei fratelli, ma portava qualche ambasciata agli affiliati». Nel corso dell’udienza di oggi, inoltre, ha ribadito di aver consegnato dei soldi, 14 mila euro, a Dimitri De Stefano. Denaro che rappresentava la seconda tranche del ricavo di un appalto preso con la sua ditta e che finiva nelle tasche della cosca De Stefano. La prima tranche, «di 16 mila euro», invece, sarebbe stata inviata «a Dimitri De Stefano, per il tramite di suo fratello Giorgino». «Erano soldi – si legge nel verbale dell’interrogatorio reso il 21 settembre – che dovevo dare alla famiglia De Stefano perché competenti territorialmente nella zona di Archi». Nell’udienza è iniziato anche il controesame degli avvocati. Controesame che si concluderà nella prossima udienza fissata per il 16 novembre.

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