Reggio, chiesta l'archiviazione dell'inchiesta sulla morte di Campolo: «Non fu avvelenato»

L'esperto indagava sugli sprechi nel settore della sanità. La richiesta della Procura dopo i risultati dell'autopsia

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di Redazione
13 dicembre 2020
11:39
Consolato Campolo
Consolato Campolo

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha chiesto l'archiviazione dell'indagine sulla morte, avvenuta il 26 settembre 2018, di Consolato Campolo, l'ex capo del settore contabile dell'Asp di Reggio Calabria che indagava contro gli sprechi nel settore della sanità.

 


La richiesta di archiviare il fascicolo è stata presentata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall'aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto Paolo Petrolo al gip lo scorso 4 dicembre e notificata due giorni fa agli avvocati dei familiari di Campolo. Il tutto dopo che la perizia autoptica - di cui parla oggi la Gazzetta del Sud - ha escluso l'avvelenamento dell'esperto incaricato di fare ordine sui conti dell'Azienda sanitaria provinciale. Da quanto trapela, infatti, sembrerebbe che i medici legali abbiano accertato le cause naturali del decesso avvenuto in ospedale dopo che Consolato Campolo ha accusato un malore.

 

Al ritorno da una cena di lavoro, il funzionario aveva avvertito dei dolori alla testa e, accompagnato in ospedale, dopo un leggero miglioramento era morto per un arresto cardiaco. La relazione sull'autopsia è stata depositata agli atti e, stando alle indiscrezioni, l'aggravamento delle condizioni di salute di Campolo non sarebbe stato causato da un avvelenamento. Sul caso in Procura c'è il massimo riserbo, ma è certo che i pm hanno vagliato anche il contesto lavorativo all'interno dell'Asp di Reggio Calabria. Adesso i familiari hanno 20 giorni di tempo per prendere visione degli atti ed eventualmente presentare opposizione all'archiviazione.

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