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Reggio, la lente d’ingrandimento della Cgil sul Pnrr: «Il nostro contributo per rilanciare il territorio»

VIDEO | Il sindacato abbraccia la sfida del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e dialoga con gli Enti locali: « Si attinga ai fondi accessori per ampliare le competenze»

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di Anna Foti
25 marzo 2022
20:00

Il dipartimento Politiche metropolitane della Cgil Reggio Calabria – Locri pone sotto la lente di ingrandimento il Pnrr con un gruppo di lavoro ad hoc che consenta di seguire da vicino le varie fasi di un percorso di cui tanto si parla e dal quale tanto ci si aspetta, soprattutto nel nostro territorio. I tavoli tematici locali, come indicato nel protocollo di governance nazionale, devono funzionare bene e costituire una piattaforma valida di individuazione dei bisogni e di elaborazione delle idee progettuali per soddisfarli. Il sindacato si propone di essere presente per sollecitare ma anche per partecipare.

I tavoli tematici e protocollo Legalità

«Ci proponiamo di offrire il nostro contributo perché riteniamo questa sfida determinante per il rilancio del nostro territorio e cruciale per il suo sviluppo. Dunque vigileremo ma saremo anche propositivi. Riteniamo prioritaria l’attivazione dei tavoli tematici territoriali come previsto dal protocollo sottoscritto anche da Cgil, Cisl e Uil lo scorso dicembre a Roma e solleciteremo in questo senso la Città Metropolitana, con cui abbiamo già un'interlocuzione in corso, e il Comune di Reggio Calabria», ha sottolineato Gregorio Pititto, segretario generale Cgil Reggio Calabria – Locri.



Servono quindi concretezza e anche chiarezza ad iniziare dalle risorse già destinate alla Calabria, e dunque da investire, e da un efficace contrasto alle infiltrazioni mafiose.
«I tavoli che invochiamo hanno declinazione regionale e poi più strettamente territoriale. Lo scopo è proprio quello di monitorare il conseguimento delle priorità stabilite e di avere contezza dell’utilizzo delle risorse e dell’attuazione delle riforme connesse agli investimenti. Auspichiamo che questo strumento, a partire dal livello regionale, sia reso efficiente visto il suo ruolo strategico anche per la conoscenza della mole di risorse e della loro distribuzione sui vari territori, quadro in itinere che a livello regionale ancora non abbiamo. Sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, sempre in agguato laddove circolino risorse, punteremo in collaborazione con la Città Metropolitana ad un protocollo di legalità più stringente», ha sottolineato ancora Gregorio Pititto, segretario generale Cgil Reggio Calabria – Locri.

Le preoccupazioni e le proposte della Cgil

«Degli 80 miliardi di euro destinati al Sud e declinati nelle sei missioni del Pnrr, quali Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, Rivoluzione verde e transizione ecologica, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, Istruzione e ricerca, Coesione e inclusione e Salute, il 70% è specificatamente indirizzato ai livelli comunali dei territori. La nostra preoccupazione scaturisce proprio dalla perentorietà delle scadenze entro cui utilizzare questi fondi. Per fare un esempio, al fine di rendicontare le prime risorse a disposizione, entro il 31 dicembre 2022 sarà necessario aprire i cantieri. Noi abbiamo già avviato una verifica sul territorio metropolitano composto da 97 comuni e abbiamo registrato situazioni deficitarie strutturali e contabili in capo a molti Comuni. Ci sono dunque difficoltà oggettive in vista della presentazione dei progetti. Da questo punto di vista i fondi accessori del Pnrr, se investiti utilmente e concretamente, potrebbero venire in aiuto in queste situazioni e dotare gli enti in difficoltà di competenze e figure di supporto necessarie per accedere alle risorse del Piano», ha spiegato Pino De Felice, componente del gruppo di lavoro Pnrr della Cgil Reggio Calabria – Locri.

«Auspichiamo, altresì, che Città Metropolitana e Comune di Reggio possano fare insieme massa critica e rafforzare anche la loro capacità progettuale e realizzativa degli interventi. Per altro norme già esistenti, che in questo frangente potrebbero essere particolarmente utili, già disciplinano ipotesi di raggruppamenti di imprese da praticarsi non solo per progettare ma anche per eseguire i lavori e per seguire la fase, che sempre si dimostra problematica, della manutenzione. Un dinamico partenariato tra pubblico e privato dal grande potenziale mai pienamente messo a frutto alle nostre latitudini», ha ribadito Pino De Felice, componente del gruppo di lavoro Pnrr della Cgil Reggio Calabria – Locri.

Responsabilità e competenze

Rilancia il sindacato l'idea di una buona amministrazione mossa da queste dinamiche virtuose e volta al coinvolgimento della collettività, attraverso il dibattito pubblico, strumento da adottare soprattutto con riferimento alla realizzazione delle opere destinate alla fruizione collettiva. «Abbiamo tanto su cui lavorare e lo faremo. Il Pnrr costituisce un’occasione imperdibile per riequilibrare il Nord e il Sud e la pratica del partenariato pubblico-privato e del dibattito pubblico potrebbero rappresentare due strumenti strategici, unitamente alle responsabilità che rispetto all’attuazione del piano saranno più stringenti come le competenze richieste», hanno concluso il segretario generale Gregorio Pititto e Pino De Felice, componente del gruppo di lavoro Pnrr della Cgil Reggio Calabria – Locri.

 

 

Giornalista
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