Circa un migliaio di persone attraversano questa mattina il corso Garibaldi per lo sciopero generale. Studenti, universitari e lavoratori si sono ritrovati in piazza De Nava per il corteo organizzato dall’Usb, con la partecipazione di Orsa, collettivi studenteschi, Csoa Cartella, Avs e La Strada.

Una manifestazione partecipata, con tanti giovani in strada contro il carovita, il transito delle armi nei porti e le scelte politiche che, secondo i manifestanti, sottraggono risorse ai servizi pubblici per destinarle al riarmo.

Tra gli studenti, lo scoraggiamento per le prospettive incerte si accompagna alla volontà di partecipare e sostenere i coetanei che protestano nelle altre città italiane ed europee. La richiesta è quella di essere riconosciuti come interlocutori già nel presente, con bisogni e aspettative che non possono essere rinviati a un generico futuro.

L’incontro tra le rivendicazioni degli studenti e quelle dei lavoratori è uno degli elementi centrali della giornata. Per l’Usb, che richiama anche l’adesione allo sciopero di diverse realtà portuali, questa partecipazione esprime un fermento alimentato da difficoltà sociali concrete. Una rabbia che il sindacato lega alle condizioni di vita e di lavoro, respingendo le letture che riconducono le proteste a regie nascoste o cattivi maestri.

Orsa Porti insiste sulla necessità che anche Reggio e il Mezzogiorno facciano sentire la propria voce. Al centro della contestazione c’è il rapporto tra l’aumento delle risorse destinate alla guerra e i tagli denunciati dai manifestanti a istruzione, sanità, trasporti e servizi sociali: settori dai quali dipendono la vita quotidiana e le possibilità di costruire un futuro.