Regione Calabria: Arcea a rischio chiusura, la Cgil “chiama” Santelli

Il sindacato chiede un incontro urgente per salvare l'ente che si occupa di erogazioni in agricoltura. «Esperienza unica nel Mezzogiorno, va tutelata»

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di Redazione
17 giugno 2020
19:15
Jole Santelli
Jole Santelli

«La Cisl Fp Calabria ritiene improcrastinabile un incontro urgente con il presidente della Regione Jole Santelli e con l'assessore all'Agricoltura Gianluca Gallo, a seguito della recente comunicazione diramata dallo stesso assessore in merito alla paventata chiusura dell'Arcea (Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura). Per la Cisl Fp tale incontro è necessario per poter discutere e affrontare la reale problematica che minaccia la chiusura di un ente regionale di rilievo comunitario, unica esperienza operativa nel Mezzogiorno, che nei 12 anni della sua attività ha garantito l'erogazione di 3,5 miliardi di euro, di cui 30 milioni in piena emergenza sanitaria da Covid-19».

Lo affermano in una nota il segretario regionale Giuseppe Chirumbolo e la segretaria generale Luciana Giordano.

«Anni di lavoro e impegno»

«Si tratta – proseguono i sindacalisti – di un ente il cui mantenimento del riconoscimento comunitario, frutto di anni di lavoro e impegno, è sottoposto a stringenti requisiti di funzionamento e la cui sussistenza viene periodicamente sottoposta a controllo da parte del ministero dell'Agricoltura, nonché dai preposti uffici della Commissione europea, oltre che da organismi di certificazione di rilievo internazionale. L'esperienza e i risultati conseguiti dal personale nei dodici anni di operatività dell'Agenzia, a dispetto della cronica carenza di risorse finanziarie e umane, rischiano oggi di venire vanificati nonostante l'impegno e i sacrifici profusi da quanti ne hanno sempre garantito la piena operatività e nonostante, occorre puntualizzare, l'insufficiente stanziamento per il personale la cui esagerata esiguità è da sempre stata oggetto di rimostranze in sede di delegazione trattante».

Organico ridotto

«Ed è proprio la esigua dotazione organica che oggi rappresenta il fattore critico che – continuano – potrebbe comportare la chiusura dell'Agenzia. Tale criticità, infatti, è stata a più riprese rilevata da parte dei preposti organi di controllo nazionali e comunitari, obbligando, già nell'anno 2018, il Mipaaft a imporre un piano di azioni correttive tra le quali risulta preminente l'obbligo di procedere all'implementazione e al consolidamento della pianta organica, poiché quella attuale non è stata ritenuta sufficiente a garantire l'esecuzione della enorme mole di lavoro connessa all'attività di controllo su circa 95mila aziende del comparto agricolo regionale. Ma a tutt'oggi, nonostante gli impegni profusi dai presenti e dai passati organi di direzione dell'ente, non solo nulla è stato fatto in tal senso, ma la Regione ha addirittura praticato un taglio lineare di circa 300mila euro sul già asfittico bilancio dell'Agenzia, senza tener conto del fatto che gli stanziamenti finanziari, risalenti al 2008, furono all'epoca quantificati al sol scopo di assicurare la fase di primo avvio dell'Agenzia, la cui cospicua entità di lavoro, e parimenti il fabbisogno finanziario, risultano esponenzialmente implementati a seguito del riconoscimento conseguito nell'anno 2010».

La perdita del riconoscimento Ue

«La Cisl Fp Calabria – concludono Chirumbolo e Giordano – ritiene che la nuova giunta regionale dopo aver confermato alla guida dell'Agenzia un noto professionista di rilievo nazionale nel settore dell'agricoltura, non possa esimersi dall'assicurare, nelle persone del presidente Santelli e dell'assessore Gallo, una fattiva azione per evitare la perdita del riconoscimento comunitario di un ente funzionale al comparto agricolo, la cui rilevanza in Calabria è seconda solo a quello sanitario. Si ribadisce quindi l'urgenza di un incontro con le organizzazioni sindacali rappresentative del Comparto per intervenire tempestivamente e in maniera innovativa sul modello gestionale di un ente di cui la Calabria non può privarsi».

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