Resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, assolto con formula piena un imprenditore di Catanzaro

I fatti risalgono al dicembre del 2019, quando il giovane era finito al centro di una baruffa a Cosenza per un'auto parcheggiata irregolarmente nella centralissima via Alimena 

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di Redazione
7 dicembre 2021
17:50

Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la formula con la quale il Tribunale monocratico di Cosenza ha assolto G.M., noto imprenditore di Catanzaro di 25 anni, il quale rispondeva dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Nello specifico, nel dicembre del 2019, verso le ore 20:30 circa, nel transitare nella centralissima via Alimena di Cosenza, due equipaggi appartenenti alla polizia di Stato notavano che il traffico era bloccato per via di un’autovettura parcheggiata in doppia fila. Scesi dai propri mezzi, appuravano che effettivamente si trattava di una Porche Panamera parcheggiata in maniera irregolare al centro della carreggiata.


Dopo avere contestato verbalmente le infrazioni commesse al codice della strada al giovane imprenditore catanzarese, ne susseguiva un parapiglia nel quale lo stesso veniva bloccato all’atto di scendere dal veicolo, ammanettato e portato immediatamente in caserma dove gli venivano contestati i reati di resistenza pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto a declinare le proprie generalità.

Per queste ragioni, il giovane imprenditore che si è sempre professato innocente, non riusciva ad evitare una notte nella casa circondariale di Cosenza. Oggi, dopo due lunghi anni, lo stesso – affiancato dagli avvocati Luca Acciardi di Cosenza e Antonio Ludovico di Catanzaro - ha potuto finalmente dimostrare la propria estraneità riscostruendo per intero tutta la vicenda anche grazie all’ausilio di un video che mostrava chiaramente come il giovane imputato non avesse mai opposto resistenza agli uomini in divisa.

Scelto il rito abbreviato, in data odierna il Tribunale di Cosenza, nonostante la pesante richiesta di condanna formulata dall’ufficio di Procura pari ad un anno e quattro mesi di reclusione, su sollecitazione dei difensori Acciardi e Ludovico, assolveva con formula terminativa ampia G.M. da qualsiasi ipotesi contestatagli.

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