Rifiuti dei malati Covid, rimpallo di competenze e la spazzatura non la ritira nessuno

Dall'inizio dell'emergenza non è ancora stato individuato l'operatore abilitato mentre sullo sfondo Regione, Asp e Comune di Catanzaro non riescono a trovare un accordo 

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di Luana  Costa
18 gennaio 2021
22:00

Non è stata sufficiente la nota diramata il 24 novembre scorso e vergata di suo pugno direttamente dall'assessore all'Ambiente, Sergio De Caprio, né sembra aver sortito alcun effetto la nota ben più recente - risalente al 14 dicembre - che porta in calce la firma del commissario ad acta, Guido Longo. È denso ancora di fitta incertezza il ritiro dei rifiuti per i soggetti affetti da Covid 19 e posti in isolamento domiciliare. 

Il copioso carteggio

Dall'inizio dell'emergenza fino ad oggi non è ancora chiaro in capo a chi siano le competenze nella gestione dell'immondizia prodotta da persone infette. E da mesi il settore Ambiente del Comune di Catanzaro sollecita gli enti preposti non solo al fine di individuare «il soggetto che dovrà provvedere al ritiro presso le abitazioni dei rifiuti prodotto da soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria da consegnare al servizio pubblico di raccolta comunale» ma anche di «impartire al contempo le necessarie direttive di un tempestivo avvio di tale prestazione». È questo il contenuto di una delle ultime note trasmesse tra gli altri anche alla Procura della Repubblica di Catanzaro e al dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria.


Mini discariche domiciliari

Lo scopo, appunto, è quello di istituire un coordinamento in sicurezza del passagio del rifiuto dalle abitazioni al sistema pubblico dedicato di raccolta dei rifiuti; in assenza del quale si sono create «gravi ripercussioni sull'utenza già particolarmente provata dalla propria situazione sanitaria». Che detto in altri termini, vuol dire il mancato ritiro dei rifiuti dalle abitazioni di persone infette con conseguente creazioni di mini-discariche domiciliari. 

L'assessore all'Ambiente

Ci aveva provato già l'assessore all'Ambiente, Sergio De Caprio, a metter ordine nella inconsueta materia. Il 24 novembre aveva infatti inviato una nota ai dipartimenti Prevenzione delle cinque aziende sanitarie provinciali calabresi, al dipartimento Tutela della Salute e al presidente della Regione Calabria chiedendo l'adozione di misure speciali e urgenti per assicurare la corretta gestione dei rifiuti prodotti da soggetti positivi al Covid e posti in isolamento domiciliare. Il riferimento normativo è un'ordinanza regionale del 10 aprile del 2020 in cui ci si limita però solo a raccomandare alle amministrazioni comunali «una maggiore frequenza di raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati adeguata alle singole realtà locali fornendo alle utenze positive al Covid 19 e a quelle in quarantena obbligatoria attrezzature adatte ad evitare la diffusione del contagio, istituendo, laddove compatibile, un servizio di raccolta dedicato dei rifiuti».

Il commissario ad acta

E ci ha riprovato ancora più recentemente il commissario ad acta, Guido Longo, sempre sollecitato dal settore Ambiente del Comune di Catanzaro, il quale ha questa volta però trasmesso una nota direttamente all'azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio, all'azienda universitaria Mater Domini e all'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro chiedendo espressamente «di porre in essere, con cortese urgenza gli adempimenti di competenza». 

Ancora silenzio

Era il 14 dicembre e trascorso ancora un mese sulla vicenda vige il più assoluto silenzio. «A tutt'oggi - si legge nella lettera del settore Ambiente del Comune di Catanzaro - né l'organizzazione del competente servizio sanitario, né tantomeno le speciali misure urgenti per assicurare la corretta gestione dei rifiuti Covid adottate dalla Regione Calabria con ordinanza presidenziale, hanno individuato l'operatore abilitato a svolgere tale assistenza domiciliare».

Giornalista
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