Rinascita, si costituisce in carcere a Catanzaro figlio di un presunto boss vibonese

Il 30enne di Limbadi, ricercato dal 19 dicembre scorso, si è presentato in carcere a Siano. Deve rispondere di associazione mafiosa ed estorsione.

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di Redazione
17 febbraio 2020
20:24

Giuseppe Mancuso, 30 anni di Limbadi, figlio del presunto boss Giovanni Mancuso, si è costituito nel carcere di Siano (Catanzaro). Il giovane era ricercato dai carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia in virtù dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip dell’inchiesta “Rinascita-Scott”, con cui la Procura antimafia di Catanzaro ha assestato un durissimo colpo alla ‘ndrangheta della provincia di Vibo Valentia. Mancuso – difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Schimio – era ricercato dal 19 dicembre scorso, giorno del blitz. Deve rispondere di associazione mafiosa ed estorsione.

 


Secondo l’accusa, Mancuso farebbe parte dell’articolazione mafiosa «con il ruolo di partecipe, latore di imbasciate e messaggi». Avrebbe avuto anche un ruolo importante negli spostamenti dello zio, Luigi Mancuso «accompagnandolo personalmente quando necessario». È indagato anche per due episodi estorsivi, condotti in concorso, in un caso con Emanuele Mancuso ed in un altro con Vito Galati, consumati entrambi nei territori di San Costantino e Mileto nel 2014.

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