Rinascita Scott, dopo le motivazioni della sentenza Nemea chiesta l’astensione di due giudici

I magistrati Cavasino e Romano hanno fatto parte del Tribunale di Vibo che ha condannato il clan Soriano e dove molteplici sono i riferimenti agli imputati del maxiprocesso. Luigi Mancuso, Giuseppe Accorinti e Francesco Stilo ricusano i giudici

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di G. B.
11 marzo 2021
14:42
L’aula bunker a Lamezia dove si tiene il processo
L’aula bunker a Lamezia dove si tiene il processo

Avrebbero già espresso il proprio convincimento sull’esistenza di un’associazione mafiosa presente nel Vibonese, con un’anticipazione di giudizio sulla responsabilità degli imputati di Rinascita-Scott.


Il deposito delle motivazioni – da parte del Tribunale collegiale di Vibo Valentia (Tiziana Macrì presidente, giudici a latere Gilda Romano e Brigida Cavasino) – della sentenza nata dall’operazione “Nemea” contro il clan Soriano di Filandari, nella quale sono poi confluiti gli atti dell’inchiesta Rinascita-Scott, ha portato diversi avvocati del maxiprocesso Rinascita-Scott a chiedere l’astensione dal dibattimento della presidente del Collegio, Brigida Cavasino, e del giudice a latere Gilda Romano, quest’ultima giudice estensore delle motivazioni della sentenza “Nemea-Rinascita Scott”. In molteplici passaggi della sentenza “Nemea-Rinascita Scott”, infatti, i giudici hanno dato per provata l’esistenza di un “Crimine” della ‘ndrangheta vibonese – struttura mafiosa unitaria – con a capo Luigi Mancuso, principale imputato di Rinascita-Scott.

Non solo: in altri passaggi della sentenza – anche sulla scorta delle dichiarazioni del collaboratore Raffaele Moscato – Giuseppe Accorinti (altro principale imputato di Rinascita-Scott) è già stato ritenuto il boss di Zungri, così come giudizi di intraneità alla ‘ndrangheta sono stati espressi nella medesima sentenza anche nei confronti di Domenico Macrì, Francesco Antonio Pardea, Orazio Lo Bianco ed altri ancora. Una chiara anticipazione di giudizio, secondo gli avvocati Diego Brancia, Paride Scinica, Daniela Garisto, Giuseppe Bagnato, Francesco Sabatino, Nunzio Raimondi, Piero Chiodo, Tommaso Zavaglia e Antonietta De Nicolò per la quale hanno chiesto ai giudici Brigida Cavasino e Gilda Romano di astenersi.

Da ricordare che analoga richiesta di astensione fatta dagli stessi giudici Cavasino e Romano per le medesime questioni è già stata rigettata dalla Corte d’Appello di Catanzaro. In quel caso, però, i giudici catanzaresi che hanno respinto la ricusazione dei due magistrati del Collegio di Rinascita Scott, non erano ancora in possesso delle motivazioni della sentenza “Nemea-Rinascita Scott” depositate solo il 5 marzo scorso. L’avvocato Francesco Stilo – imputato in Rinascita Scott – nel corso di dichiarazioni spontanee ha quindi ricusato i due giudici (Brigida Cavasino e Gilda Romano) alla luce delle motivazioni della sentenza Nemea-Rinascita Scott laddove sono contenuti anche dei passaggi sullo stesso Stilo che danno per provati fatti ancora da esaminare nel maxiprocesso Rinascita Scott. Associandosi alle richieste dell’avvocato Paride Scinica, l’imputato Luigi Mancuso ha quindi conferito procura speciale agli avvocati Francesco Calabrese e Paride Scinica per presentare istanza di ricusazione nei confronti del Tribunale. Stessa cosa ha fatto anche l’imputato Giuseppe Accorinti.

Giornalista
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