Rinascita-Scott, niente braccialetto elettronico per Pittelli: resta in carcere

Respinta la richiesta dei domiciliari. L'accusa nei confronti dell’ex parlamentare è quella di essere professionista di riferimento e faccendiere per conto delle 'ndrine, in particolare per i Mancuso e per i Razionale-Fiarè- Gasparro

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di Redazione
22 aprile 2020
15:15
L’avvocato Giancarlo Pittelli
L’avvocato Giancarlo Pittelli

Resta in carcere l'avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico presentata lo scorso 8 aprile davanti ala collegio presieduto da Michele Cappai, dai legali Salvatore Staiano e Guido Contestabile. Il penalista catanzarese, ex parlamentare, si trova ristretto nel carcere di Nuoro, in Sardegna. Pittelli è stato arrestato lo scorso 19 dicembre nel corso della maxi-operazione contro le cosche vibonesi "Rinascita-Scott", condotta dai carabinieri di Vibo Valentia e coordinata dalla Dda di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri.

 

L'accusa nei confronti di Pittelli è quella di essere professionista di riferimento e faccendiere per conto delle 'ndrine, in particolare per i Mancuso, potenti in tutta la provincia di Vibo, e per i Razionale-Fiarè-Gasparro, attivi nel territorio di San Gregorio D'Ippona. È  indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione dei segreti di ufficio e abuso di ufficio.

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Pittelli secondo l'accusa, nella sua qualità «di avvocato di massone (e, in quanto tale, di soggetto portatore di un rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale e del mondo imprenditoriale e delle professioni, caratterizzati da vincoli di fratellanza e reciproca riconoscenza)», è indicato quale risolutore dei più svariati problemi delle cosche «sfruttando le enormi potenzialità derivanti dai rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni e/o della pubblica amministrazione, in particolare delle forze dell'ordine, e, quindi, dalle illimitate possibilità di accesso a notizie riservate». Nei suoi confronti sono state avanzate un'istanza al gip e due al Riesame, tutte con esito negativo. Secondo i giudici non esiste alcun problema in termini di contagio da coronavirus, visti anche i certificati medici, datati 25 marzo e 8 aprile, prodotti dal pm Annamaria Frustaci nei quali si attesta che il carcere di Nuoro è luogo sicuro, nel quale non si è verificato alcun caso di infezione da Covid-19.

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