Rinascita Scott, Mantella: «Diedi 30mila euro a un giudice di Vibo per lasciare il carcere»

Il collaboratore di giustizia ha riferito di essere stato ascoltato ben 12 volte dai magistrati di Salerno che indagano sulla corruzione delle toghe calabresi (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Giuseppe Baglivo
18 maggio 2021
13:13

Giudici corrotti attraverso gli avvocati o i periti. Potrebbe abbattersi una “bufera giudiziaria” senza precedenti sul mondo della giustizia vibonese e catanzarese alla luce delle dichiarazioni rilasciate stamane dal collaboratore di giustizia, Andrea Mantella, nel corso del maxiprocesso Rinascita Scott. Rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, Andrea Mantella ha affermato di essere riuscito a «corrompere i giudici attraverso avvocati e periti. Ho dato trentamila euro ad un magistrato all’epoca in servizio a Vibo Valentia tramite altre persone e sono stato così mandato agli arresti domiciliari. Anche su questo – ha svelato il collaboratore – sono stato sentito una dozzina di volte a Salerno dove ho reso tante dichiarazioni su giudici e avvocati».

Il pm Annamaria Frustaci ha quindi a questo punto invitato il collaboratore di giustizia a non rendere sul punto ulteriori dichiarazioni in quanto si tratta di fatti ancora coperti da segreto istruttorio e non ricompresi nell’inchiesta di Rinascita Scott. Colpisce l’affermazione di Andrea Mantella che ha dichiarato di essere stato ascoltato almeno dodici volte dalla Procura di Salerno, funzionalmente competente ad indagare su reati commessi da magistrati in servizio nel distretto della Corte d’Appello di Catanzaro (che ricomprende, oltre alla città capoluogo di regione, anche i Tribunali di Vibo, Lamezia, Crotone, Cosenza, Paola, Castrovillari).


Il collaboratore ha poi aggiunto: «Ho saputo in anticipo dell’operazione Asterix della Procura di Vibo del 2005 ed infatti non mi sono fatto trovare al momento del blitz. Una sera sono stato a cena a Pizzo – ha raccontato Mantella – con Francesco Fortuna e Domenico Bonavota di Sant’Onofrio i quali mi hanno avvertito che il medico legale Luciano, molto amico dell’allora procuratore Laudonio, aveva loro riferito che sarei stato la settimana successiva arrestato. Quella stessa sera mi chiamò anche Paolino Lo Bianco che incontrai in una paninoteca di Vibo ed anche lui mi comunicò la notizia che sia io che lui saremmo stati arrestati. Paolo Lo Bianco mi disse che avrebbe cercato di sistemare la situazione attraverso Pantaleone Mancuso, detto Vetrinetta, che doveva intervenire sul procuratore Laudonio. La cosa però non andò a buon fine – ha spiegato Mantella – perché il pm Giuseppe Lombardo, titolare dell’inchiesta Asterix non aveva un buon feeling con il procuratore di Vibo e si era anzi tenuto per sé l’inchiesta che era stata invece chiesta per competenza dal pm della Dda Manzini». Da sottolineare che nè l’ex procuratore Laudonio e neppure il dottore Luciano risultano indagati in Rinascita Scott.

Giornalista
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