Rinascita Scott, Mantella: «Mafiosi truccavano partite per ottenere consenso sociale»

Nella deposizione in aula bunker il pentito ha raccontato gli interessi della 'ndrangheta sulla Vibonese Calcio. Spazio poi alla nascita della Vibo Calcestruzzi e all'appoggio dei clan Lo Bianco e Mancuso a imprenditori e politici (ASCOLTA L'AUDIO)

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di G. B.
4 maggio 2021
21:50
Nel riquadro, Andrea Mantella
Nel riquadro, Andrea Mantella

La nascita della “Vibo Calcestruzzi” ed il legame con la Vibonese calcio. Le partite truccate e il ruolo di alcuni imprenditori. Ma anche il sostegno dei clan per alcuni candidati alle elezioni comunali e provinciali. Andrea Mantella non risparmia nessuno e nel corso della sua deposizione dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia conferma le accuse messe a verbale nel corso di numerosi interrogatori e le arricchisce in aula di diversi particolari.

Rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo, il collaboratore di giustizia ha oggi ricostruito anche i collegamenti tra le cosche e le società sportive passando dalle imprese edili e del calcestruzzo. «Quanto alla ‘Vibo Calcestruzzi’ – ha dichiarato il collaboratore – la stessa nasce con il denaro dei maggiori esponenti della criminalità organizzata e con i soldi del commendatore Carmelo Fuscà. I soci occulti della Vibo Calcestruzzi che hanno messo i soldi erano: Carmelo Lo Bianco, Enzo Barba, Rosario FiarèDomenico Russo che era espressione dei Piromalli, Antonio Mancuso e Francesco Michelino Patania, detto Ciccio Bello. Formalmente, invece, nella Vibo Calcestruzzi – ha raccontato ancora Mantella – compariva solo Carmelo Fuscà, poi divenuto presidente della Vibonese Calcio, squadra di calcio dove c’era in società pure Francesco Michelino Patania, detto Ciccio Bello, mafioso del clan Lo Bianco ed il cui nominativo io portavo nella mia copiata mafiosa – ha spiegato Mantella – . I soci occulti della Vibonese Calcio erano: Carmelo Lo Bianco, Enzo Barba e Antonio Mancuso».


«Il presidente della Vibonese Calcio – ha dichiarato ancora il collaboratore – era Carmelo Fuscà e quando ha fiutato la compromissione nella società ha ceduto delle quote a Francesco Michelino Patania. La società è stata poi guidata da Gurzillo ed infine da Pippo Caffo. La Vibo Calcestruzzi, invece, è stata poi ceduta all’imprenditore Salvatore Mazzei di Lamezia Terme, soggetto paramafioso vicino ai Iannazzo». È bene precisare che Carmelo Fuscà, Salvatore Mazzei, Pippo Caffo, Domenico Russo e Antonio Mancuso non risultano indagati in Rinascita Scott (a differenza di Francesco Michelino Patania ed Enzo Barba). Deceduto, invece, Carmelo Lo Bianco (cl. ’32).

Le partite comprate dalla ‘ndrangheta

Secondo Andrea Mantella, due sarebbero state le partite della Vibonese Calcio il cui risultato sarebbe stato comprato e truccato grazie all’intervento della ‘ndrangheta.

«In carcere avevo conosciuto Annunziato Bruzzaniti – ha dichiarato Mantella – che era il nipote di Giuseppe Morabito di Africo, detto Tiradritto, ma anche amico dei Cordì di Locri che avevano interessi nel Locri Calcio. Ricordo che mio cognato Antonio Franzè, detto Niuccio, mi disse che Francesco Michelino Patania, vicepresidente della Vibonese, aveva bisogno di aggiustare una partita per mandare la Vibonese in Promozione. Allora io inviai Antonio Franzè, che sapeva della mia amicizia con Bruzzaniti, da Alessandro Marcianò per barattare il risultato della partita con il Locri Calcio. I Marcianò, padre e figlio, erano coinvolti nell’omicidio di un politico». Il riferimento è all’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Fortugno, ucciso a Locri nel 2005 in un seggio delle primarie del Pd.

Altra partita della Vibonese Calcio, il cui risultato sarebbe stato barattato grazie all’intervento mafioso, quella con il Castrovillari. «In questo caso – ha spiegato ancora Mantella – io stesso mi sono recato con Paolino Lo Bianco a Castrovillari dal boss Antonio Di Dieco per aggiustare la partita. Antonio Di Dieco è poi divenuto un collaboratore di giustizia. I mafiosi ci tenevano alla Vibonese Calcio perché si rivelava utile per acquisire consenso sociale, una sorta di passerella che permetteva pure di fare amicizie importanti».
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Giornalista
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