Rinascita Scott, oggi parte il processo: giudice è pronto ad astenersi dopo la ricusazione

Pesa la ricusazione della Dda di Catanzaro nel troncone del giudizio immediato che però avrà affetto pure sull’ordinario con 325 imputati. Il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra in aula

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di Redazione
13 gennaio 2021
07:24
Ingresso aula bunker Lamezia
Ingresso aula bunker Lamezia

Si aprirà oggi dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia il processo con rito ordinario nato dall’operazione antimafia Rinascita-Scott scattata il 19 dicembre 2019. Sono 325 gli imputatipiù altri quattro sotto processo con giudizio immediato (gli avvocati Giancarlo Pittelli e Giulio Calabretta, l’imprenditore vibonese Mario Lo Riggio e l’ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo) in un troncone che dovrebbe essere riunito al principale. 

Dovrebbe, perché per tale ultimo procedimento la Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto la ricusazione per incompatibilità del giudice Tiziana Macrì in quanto da gip distrettuale ha autorizzato un’intercettazione nei confronti di uno degli attuale imputati che è però a giudizio con il rito ordinario. Ciò rende quindi il giudice incompatibile funzionalmente. Lo “scenario” che si apre, quindi, è un’astensione dello stesso giudice anche nel troncone ordinario con 325 imputati, naturalmente dopo la costituzione delle parti. Al momento non sono state ammesse le riprese audio-video del dibattimento. L’udienza – così come tutte le prossime a seguire – si terrà nella nuova aula bunker della fondazione Terina nell’area industriale di Lamezia Terme.


«Sono in viaggio sull'autostrada Roma-Napoli per raggiungere l'aula bunker di Lamezia ove si svolgerà la prima udienza del processo Rinascita Scott. Lo si deve alla Calabria, agli uomini dello Stato che tutte le mattine a quest'ora stanno già lavorando per bonificare questa terra meravigliosa, ma sofferente per le troppe ingiustizie ancora non sanate». Così Nicola Morra presidente della Commissione Antimafia.

«Oggi è una giornata importante - coclude Morra - esattamente come quando si decise di procedere lo stesso all'operazione pur in presenza di una fuga di notizie che mise in pericolo l'esito della stessa il 20 dicembre 2019». 

Alla sbarra i clan Mancuso di Limbadi e Nicotera, Lo Bianco-Barba di Vibo Valentia, Pugliese di Vibo, Pardea-Camillò-Macrì di Vibo Valentia, Accorinti di Zungri, Bonavota di Sant’Onofrio, Cracolici di Maierato e Filogaso, Mazzotta di Pizzo Calabro, Barbieri di Cessaniti, Fiarè-Razionale-Gasparro di San Gregorio d’Ippona, La Rosa di Tropea.

 

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