Processo Rinascita-Scott: fra atti a Salerno, ricusazioni e un fitto calendario di udienze

Al momento solo 29 richieste di costituzione di parte civile su 224 parti lese. L’avvocato Stilo sarà ascoltato dalla Procura di Salerno e i suoi difensori sono pronti a chiedere l’incompetenza funzionale del gup, già ricusato da altri due legali (ASCOLTA L'AUDIO)

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di G. B.
13 settembre 2020
09:40

Riprenderà domani nell’aula bunker del penitenziario romano di Rebibbia, l’udienza preliminare del procedimento penale nato dalla maxi-operazione denominata Rinascita-Scott. Fitto il calendario di udienze già fissato: 14, 19, 22, 23, 25, 26 e 28 settembre. Udienze anche nel mese di ottobre già fissate nei giorni: 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 10, 13, 14, 15,17, 23, 24, 27 e 31.

Quattro le novità di rilievo emerse nel corso delle prime due udienze: la ricusazione del gup distrettuale di Catanzaro, Claudio Paris, da parte di due avvocati del collegio di difesa degli imputati;  le dichiarazioni spontanee dell’avvocato Francesco Stilo, detenuto con l’accusa principale di concorso esterno in associazione mafiosa più altri reati che vanno dalla corruzione alla rivelazione di segreti d’ufficio; la richiesta di costituzione di parte civile avanzata al momento da solo 29 parti offese su 224 individuate dalla Dda di Catanzaro; lo stralcio di due posizioni per difetti di notifica: quella del boss di Zungri, Giuseppe Accorinti, e quella di Pietro Grillo, 65 anni, di Montecatini Terme.


 

Sarà quindi ora la Corte d’Appello di Catanzaro a dover decidere sulla richiesta di ricusazione del gup dopo che il giudice aveva respinto l’invito all’astensione formulato dagli avvocati Sergio Rotundo e Salvatore Staiano. In particolare, i due legali hanno fatto presente in aula che lo stesso giudice ha svolto le funzioni di gip disponendo la riapertura delle indagini sull’omicidio di Alfredo Cracolici, ritenuto al vertice dell’omonimo clan di Filogaso, ucciso l’8 febbraio 2002 a Vallelonga. Un omicidio che viene contestato in concorso a Domenico Bonavota di Sant’Onofrio e Antonio Ierullo di Vallelonga. La Corte d’Appello dovrà decidere se il gup, Claudio Paris, è ancora da ritenersi terzo rispetto alle posizioni dei due imputati avendo in precedenza svolto attività riguardante la riapertura delle indagini nei loro confronti.

 

Nel corso del suo intervento, l'avvocato Stilo (detenuto) ha reso noto che in settimana dovrà essere ascoltato dalla Procura di Salerno, funzionalmente e territorialmente competente ad indagare sui fatti-reato che riguardano magistrati del distretto della Corte d’Appello di Catanzaro. Se l’imputato Francesco Stilo dovesse raccontare ai pm di Salerno – come già preannunciato a gennaio nel corso dell’interrogatorio per rogatoria a Milano al pm Gianluca Prisco – episodi di corruzione o rivelazione di segreto d’ufficio che coinvolgono magistrati calabresi, ma soprattutto anticipare domani nel corso dell’udienza preliminare di Rinascita-Scott i nominativi di qualche magistrato, i suoi difensori sono pronti a richiedere al gup Claudio Paris l’astensione per incompetenza funzionale.

Di certo la Procura di Salerno – sulla scorta soprattutto delle dichiarazioni del giudice Petrini – ha da tempo acceso i riflettori su fatti-reato che sarebbero stati commessi da magistrati calabresi (esclusa per competenza la provincia reggina) e una nuova bufera giudiziaria potrebbe abbattersi presto fra Catanzaro e Vibo Valentia. Da ricordare, inoltre, che proprio dagli atti dell’inchiesta Rinascita-Scott emerge una cena fra l’avvocato Giancarlo Pittelli (anche lui detenuto e che nei giorni scorsi ha ottenuto il giudizio immediato) e alcuni magistrati calabresi sulla quale sta indagando la Procura di Salerno.

 

Stilo trasferito a Civitavecchia

Per quanto attiene l’avvocato Stilo, nella notte fra mercoledì e giovedì – quindi un giorno prima dell’apertura dell’udienza preliminare di Rinascita-Scott – è stato improvvisamente trasferito dal carcere milanese di Opera al penitenziario di Civitavecchia, istituto di pena dove il Dap intende aprire una seconda sezione ad alta sicurezza. Un carcere al momento sovraffollato (490 detenuti su una capienza prevista di 311, di cui metà stranieri) e privo del direttore dal febbraio scorso e con la polizia penitenziaria sotto organico.

 

Le parti civili

Su 224 parti offese hanno sinora avanzato richiesta di costituzione di parte civile meno di 30 parti lese. Fra loro il testimone di giustizia – e già commerciante di Vibo finito sotto usura nel 2010 – Giuseppe Baroni, Vanya Danova Lekova, titolare di una sartoria e vittima di estorsione, la Regione Calabria, i Comuni di Vibo Valentia, Tropea, Ricadi, Zungri, Mileto, Filogaso, Filandari, Stefanaconi, Zungri, Pizzo, Limbadi, San Gregorio, Sant’Onofrio, la Provincia di Vibo Valentia, l’associazione antiracket di Vibo, la Banca di credito cooperativo di Maierato e San Calogero, la Fondazione nazionale antiusura, l’assicurazione Allianz, Naon Insurance.

 

Stralciate le posizioni del boss Accorinti

Per difetti di notifica sono state stralciate le posizioni di Giuseppe Accorinti, 61 anni, di Zungri, e Pietro Grillo, 65 anni, di Montecatini. Quest’ultimo è coinvolto nel secondo troncone dell’operazione Rinascita-Scott (scattato nel giugno scorso) relativo ad un narcotraffico con l’Albania. Giuseppe Accorinti è invece fra i principali imputati dell’intera inchiesta, accusato di essere fra i vertici della ‘ndrangheta vibonese oltre a dover rispondere degli omicidi (6 agosto 1996) di Roberto Soriano di Pizzinni di Filandari e Antonio Lo Giudice di Piscopio.

Giornalista
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