Lsu-Lpu, la Regione riconosce i dubbi dei Comuni ribelli che per ora non rinnovano i contratti di lavoro

Alla riunione di Catanzaro convocata dal prefetto Latella hanno partecipato sindacati, sindaci e Anci. Rassicurati i primi cittadini e chiesto l’intervento del ministero

di Enrico De Girolamo
9 gennaio 2018
18:06

Era l’appuntamento che i lavoratori Lsu e Lpu avevano cerchiato in rosso sul calendario, la riunione che avrebbe dovuto dare o togliere speranze a chi ancora ambisce al rinnovo del proprio contratto di lavoro per il 2018. Oggi a Catanzaro, convocati dal prefetto Lusia Latella, che ha funzioni di coordinamento delle prefetture a livello regionale, c’erano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, il direttore generale del dipartimento regionale Formazione e Lavoro, Fortunato Varone, il presidente di Anci Calabria Gianluca Callipo e alcuni sindaci, in prevalenza della provincia vibonese, oltre agli amministratori di Soveria Mannelli.

 


La principale novità della giornata è l’apertura della Regione verso i dubbi avanzati dai sindaci più ostinati, una quarantina in tutto, che ancora non hanno rinnovato i contratti. In altre parole, la Regione, che sino ad oggi aveva rispedito al mittente qualunque obiezione, ha ammesso che le perplessità di alcune amministrazioni sono legittime, tanto che dalla Cittadella partiranno quesiti specifici indirizzati al ministero della Funzione pubblica, affinché offra maggiori delucidazioni sui punti più controversi della normativa. Inoltre, facendosi portavoce delle intenzioni del presidente Oliverio, il dirigente regionale ha rimarcato l’intenzione della giunta di promuovere una legge che possa incentivare i prepensionamenti e garantire maggiore mobilità territoriale, al fine di bilanciare le piante organiche delle varie amministrazioni comunali e ampliare le possibilità di stabilizzazione che adesso sono molto risicate. Nei prossimi giorni, infine, tutti i sindaci saranno convocati uno ad uno in Regione per affrontare singolarmente le problematiche specifiche legate al rinnovo dei contratti nei rispettivi Comuni

 

«È volontà di tutti procedere alle stabilizzazioni – ha sottolineato Callipo a margine dell’incontro -, anche in considerazione del fatto che questi lavoratori sono fondamentali per la normale attività amministrativa e la regolare erogazione dei servizi. Ma tutti i Comuni, anche quelli che hanno già rinnovato i contratti, vanno comunque rassicurati sulla concreta fattibilità dei percorsi di stabilizzazione. In questo senso la riunione di oggi ha espresso un’apprezzabile apertura».
Soddisfatti anche i sindaci di Arena e Acquaro, Antonino Schinella e Giuseppe Barilaro, presenti all’incontro insieme agli altri primi cittadini vibonesi di Dasà e Pizzoni: «Ribadiamo piena fiducia nella regia del governatore Oliverio - si legge in una nota congiunta - che mostra come sempre grande sensibilità. Ringraziamo le organizzazioni sindacali, il presidente dell’Anci e soprattutto il prefetto Latella che ha marcato l’incontro con un non comune senso delle istituzioni. Siamo sensibili ai problemi dei lavoratori, perseguiamo insieme a loro una soluzione coscienti di aver agito secondo le norme».

 

«Non ci voleva poi tanta fatica per arrivare al risultato odierno», ha commentato invece la segreteria regionale della Uil, sottolineando anch’essa lo sforzo di conciliazione fatto dal prefetto Latella. «Il tavolo di oggi - hanno affermato Santo Biondo e Gianvincenzo Petrassi -, assegna alla Regione l’impegno di confrontarsi con il Governo ancora in carica, nonché con il Parlamento ed il Governo che usciranno dalle urne del 4 marzo, per trovare le soluzioni più adatte alla stabilizzazione di questi lavoratori, attraverso il dipanarsi di un percorso che sia in grado di partire dalla Calabria e non calato dall’alto».
Ora, bisogna attendere la reazione dei lavoratori ancora senza contratto, che al netto delle rassicurazioni e del ritrovato feeling tra amministratori, restano senza reddito in decine di Comuni, con gravi ripercussioni anche per la normale attività degli Enti a corto di personale.


Enrico De Girolamo

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