San Lucido, è polemica sulla scultura dedicata all'amore

I cittadini infuriati: «È un obbrobrio e non sappiamo quanto ci è costata»

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di Francesca  Lagatta
24 gennaio 2019
17:56

Doveva servire a rendere San Lucido la città dell'amore e invece, la scultura con l'enorme scritta "love" da un lato e due figure che si baciano dall'altro, ha scatenato una serie di polemiche che non accennano a placarsi. Da alcuni giorni, l'amministrazione guidata dal sindaco Leverino Bruno è stata presa di mira per aver partorito un'idea che però ai più appare ambigua e non convince.

I dubbi della minoranza 

Dapprima è stato il capogruppo della minoranza, Antonio Staffa, a lamentarsi. Giorni addietro erano state le sue dichiarazioni a gettare ombre sulla trasparenza dell'operazione; dalle pagine di un quotidiano l'ex sindaco si chiedeva chi fosse l'autore dell'opera sorta nei pressi della piazza e con quale deliberazione e determinazione fosse stata commissionata. Al momento esiste solo una delibera di giunta in cui si dà mandato «ai responsabili del II e del III settore, ognuno per la propria competenza, di procedere all'acquisto del materiale occorrente per un restyling di rinnovo e riqualificazione, rivolto alla pubblicizzazione del marchio "San Lucido città dell'amore eterno"». Ma a che prezzo?

La replica del sindaco

«La politica dà l'atto di indirizzo e poi l'ufficio acquista il materiale. È una polemica sciocca e senza fondamento». È questa la risposta che il sindaco Leverino Bruno fornisce alla nostra redazione dopo essere stato contattato per avere delucidazioni. Poi aggiunge: «Tra l'altro vorrei ricordare che la pietra messa a disposizione per realizzare l'opera è stata donata gratis, con atto protocollato, da mio suocero, che è proprietario della cava della pietra a San Lucido».

«Al Comune agiscono come fossero a casa loro»

Nonostante la versione del primo cittadino, non c'è solo Staffa ad avanzare dubbi sulla realizzazione dei lavori. Alcuni residenti, a cui abbiamo chiesto di commentare la vicenda, sembrano piuttosto delusi. «L'opera è un obbrobrio e non si capisce perché se si voleva far diventare San Lucido la città dell'amore hanno poi messo la scritta "love", in inglese, facendole perdere il suo significato legato anche alla storia e alle tradizioni». Gli fa eco un altro: «Non sappiamo quanto ci è costata, non sappiamo come ci è arrivata, quello che più infastidisce è l'arroganza, al Comune fanno come fossero a casa loro, e noi cittadini siamo sempre gli ultimi a sapere». C'è poi chi si lamenta perché la fornitura dei corpi illuminati della scultura siano stati acquistati ad Amantea e non a San Lucido: «Hanno speso più di 450 euro per qualche lampadina e le hanno comprate pure fuori. Vogliono far crescere l'economia del paese ma poi quando devono spendere vanno altrove».

Ed ecco come, in un batter d'occhio, si è passati dall'amore eterno alle critiche incessanti.

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