Depuratore San Sago, inammissibile il ricorso della proprietà dell'impianto

La società Go.Gi.Fe. Ambiente S.r.l., operante nel settore di smaltimento rifiuti, si era opposta alla decisione del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, che le aveva imposto di sospendere ogni attività

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di Francesca  Lagatta
12 novembre 2018
22:26

Dichiarato inammissibile il ricorso da parte della proprietà del depuratore di San Sago, ricadente nel Comune di Tortora, contro l'obbligo della "valutazione di Incidenza Ambientale", più volte richiesta dal Comune di Tortora, Regione Calabria, Regione Basilicata, nonché dal Comitato per la difesa del Noce, Libera, Italia nostra, WWF, Legambiente e varie associazioni ambientali del territorio.

La valutazione di incidenza ambientale ha lo scopo di accertare preventivamente se determinati progetti possano avere incidenza significativa sui (SIC), sulle Zone Speciali di Conservazione e sulle Zone di Protezione Speciale (ZPS).


Si chiude così l'iter al tribunale amministrativo calabrese che vedeva contrapposti da un lato la Go.Gi.Fe. Ambiente S.r.l., proprietaria dell'impianto di smaltimento rifiuti, dall'altro la Regione Calabria, la Regione Basilicata e il Comune di Tortora, i quali avevano diffidato la società a riavviare qualsiasi attività relativa allo smaltimento dei rifiuti.

 

La vicenda

L'impianto per il trattamento dei rifiuti di località San Giorgio nella frazione di San Sagointegralmente ricadente sul territorio calabrese, sorge a breve distanza dal sito di interesse comunitario (SIC) Valle del Noce, nel territorio della Regione Basilicata.

In data 27 novembre 2013 l’impianto è stato sottoposto a sequestro preventivo per una serie di violazioni per le quali è stato instaurato un procedimento penale.

In seguito a tale evento, l’AIA (autorizzazione integrale ambientale) è stata sospesa, ma venuto meno il vincolo penale, la società ricorrente ha chiesto il nulla osta per la ripresa dell’esercizio dell’attività; viene concesso il 9 dicembre 2016 e di conseguenza, con nota del 21 dicembre 2016 si comunica l’avvio delle procedure di riattivazione dell’impianto.

Così, il 18 novembre 2017, il Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, anche a seguito di formale richiesta da parte della Regione Basilicata, invita la Go.Gi.Fe. Ambiente S.r.l. a presentare alla Regione Basilicata l'istanza di valutazione di incidenza (VINCA) rispetto al SIC Valle del Noce, che viene inviata dopo la conclusione dei lavori per il ripristino dell'impianto.

Ma la Regione Calabria, con due differenti note, il 10 gennaio 2018 e il 2 febbraio 2018, diffida la Go.Gi.Fe. Ambiente S.r.l. dal riavvio di ogni attività sino all’acquisizione degli esiti della VINCA. La società imprenditrice lo ritiene un atto illegittimo e presenta ricorso, che viene rigettato dai i giudici del Tar Calabria perché l'obbligo della Vinca - è scritto nella sentenza - era stato già stabilito con la nota del 18 novembre 2017, ma non era stata tempestivamente impugnata.

 

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