'Il senatore Esposito favorì la 'ndrangheta nei lavori per la Tav'

A dichiararlo è Ferdinando Lazzaro, imprenditore valsusino indagato nel processo 'San Michele' sulle infiltrazioni della criminalirà organizzata calabrese in Piemonte

di Redazione
25 settembre 2015
16:03

L’imprenditore valsusino Ferdinando Lazzaro, imputato nel processo ‘San Michele’ sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte sarebbe riuscito "a fare intervenire in suo favore personalità politiche e quadri della committente Ltf nel’ambito dell’iniziative messe in atto per partecipare agli appalti della Torino-Lione".


E’ quanto emerge da un rapporto dei carabinieri del Ros presente negli atti dell’inchiesta.Tra i nomi di coloro ai quali Lazzaro si sarebbe rivolto figurerebbe anche quello del senatore del Partito Democratico, oggi assessore ai Trasporti del comune di Roma, Stefano Esposito, e quello di Marco Rettighieri, che nel 2012, quando si sarebbe svolto il fatto, era direttore generale di Ltf. I fatti risalgono al 2012, quando l’esistenza dell’inchiesta non era ancora nota e non si sapeva che Lazzaro fosse un personaggio monitorato dagli investigatori.


 

Il senatore Stefano Esposito replica alle accuse: "non ho ricevuto nessun avviso di garanzia, dice il senatore Pd. Se sono indagato, lo dicano – continua Esposito – altrimenti chiedo io ai Ros di rendere pubblica una segnalazione che feci del 2013 in merito a ciò che l’imprenditore Ferdinando Lazzaro mi racconto relativamente agli appalti della Sitaf"." La denuncia - ricorda Esposito - che secondo me aveva elementi di natura penale, l'ho fatta davanti al capitano Fanelli. Per la verità comunque non mi risulta di essere intervenuto sui lavori Tav. So che dopo quella mia denuncia i Ros chiamarono altre persone che avevo segnalato e che potevano essere utili. Dal mio punto di vista non ho altro da aggiungere".

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