Sanità Calabria, Gratteri a La7: «Strada non va bene, ho un nome ma non lo dico»

Queste le dichiarazioni del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri intervenuto al programma di Lilly Gruber: 

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di Francesco Altomonte
17 novembre 2020
21:10

«Come commissario, andrebbe bene un calabrese emigrato per fame, che ha fatto i concorsi al nord perché non ha voluto fare i concorsi deviati dalle mafie al sud, un professore universitario. Avrei un nome ma non lo dico». Così il capo procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. 

 


«Ho un nome ma non lo dico»

«Sono d’accordo Gino Strada non va bene per la Calabria - ha spiegato il procuratore di Catanzaro - perché i problemi in Calabria sono le ruberie negli ospedali, serve un manager. In Calabria, fatemi dire, non servono ospedali da campo, in Calabria ci sono 18 ospedali chiusi, perché non li apriamo? Qual è la convenienza di aprire ospedali da campo? Solo perché fa più notizia? In Calabria penso che andrebbe bene un calabrese emigrato, non che vive in Calabria, emigrato per fame e bisogno e ha fatto concorsi al Nord, che ha deciso di non fare concorsi in Calabria truccati e deviati dalla ‘ndrangheta. Un figlio di operai e contadini calabresi. Ho il nome ma non lo faccio».  

 

«Mi sentirei un vigliacco se lasciassi»

«Non ho mai pensato di mollare, amo troppo questo lavoro. Ho ricevuto tante offerte di incarichi in questi anni, ma ho sempre rifiutato perché mi sentirei un vigliacco a lasciare». Nicola Gratteri ha aggiunto che «l'aula bunker sarà pronta tra il 10 e il 15 dicembre, è uno dei progetti a cui ho pensato quando sono sceso a Catanzaro per realizzare un nuovo modo di gestire la giustizia. Con questa struttura risparmiamo 255 milioni di euro all'anno. Tutti i giorni vado in cantiere, parlo con gli ingegneri».

 

«Sistema sussidi sbagliato»

Il procuratore di Catanzaro si è espresso anche sugli aiuti che il Governo ha stanziato per aiutare le famiglie più bisognose durante la prima fase della pandemia e sulle storture del sistema. «Sui soldi a pioggia per i bisognosi del Covid si è sbagliato. Avevo proposto prima che si iniziasse a dare quei soldi di stilare degli elenchi da parte dei comuni di chi aveva bisogno dei sussidi. Elenchi che sarebbero stati dai alle prefetture e poi alle forze polizia. Dopo un giorno si sarebbe saputo chi aveva realmente bisogno. Invece, in Calabria, alcuni sindaci mi hanno accusato di voler commissariare la Calabria. Adesso ci troviamo a fare indagini su gente che gira con i macchinoni e prende il sussidio».

 

Dialogo con il Governo

Un passaggio della sua intervista l'ha dedicata al Governo. «Conte l'ho sentito un paio di volte per lavoro - ha spiegato il procuratore - Bonafede 10 minuti fa. Abbiamo parlato dei nuovi magistrati che hanno vinto il concorso. Domani alcuni di loro arrivano a Catanzaro, mi servono con il pane. Mi sento sostenuto da governo quando chiedo più uomini e mezzi, meno quando faccio proposte che sono considerate da estremista».

 

Vaccino, distribuzione e massoneria deviata

Il magistrato si è detto favorevole all'accentramento da parte dello Stato della vendita del vaccino contro il Covid-19. «Le mafie sono molto presenti nella vendita di prodotti sanitari e farmaci. Ci sono anche organizzazioni che rubano farmaci per venderli in nero. Accentrare il controllo sulla distribuzione dei vaccini è importante, soprattutto in quei territori dove è forte non solo la criminalità, ma anche una certa borghesia mafiosa, dove c'è una massoneria deviata che gestisce cosa pubblica, brave persone in apparenza che poi si dimostrano faccendieri e mafiosi».

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