Sanità, pubblicato il nuovo Decreto Calabria: ancora 2 anni di commissariamento

Rispetto alla bozza circolata nei giorni scorsi la gestione governativa del settore è stata ridotta di un anno. I commissari delle aziende sanitarie in carica non decadono fino alla nomina dei nuovi. Confermata anche la finestra temporale 10 febbraio - 15 aprile per le elezioni regionali

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di Luana  Costa
10 novembre 2020
23:55
Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Ora è ufficiale: la sanità calabrese resta commissariata. Il nuovo decreto Calabria è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale e il provvedimento - circolato sinora sotto la forma di successive bozze ma già approvato dal Consiglio dei Ministri - è diventato legge. Il testo normativo rispecchia quasi fedelmente le precedenti stesure ma alcune sostanziali modifiche sono previste all'articolo 7 che contempla le disposizioni transitorie e finali.

 


Ancora due anni di commissariamento

Il Governo prevede una durata del decreto, e quindi del commissariamento straordinario della sanità calabrese, per due anni. Nelle precedenti bozze si riservava la possibilità di estendere la validità del decreto ancora ad un altro anno su proposta del ministero della Salute. Il commissario ad acta, di nomina governativa, sarà affiancato da "uno o più sub commissari". Inoltre, scema la presa del Governo sulla Regione: il dipartimento Tutela della Salute non sarà più sottoposto alla struttura commissariale. Dovrà essere, invece, il commissario ad acta a procedere alle nomine dei commissari straordinari delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria che potranno godere di un compenso extra non superiore a 50mila euro a carico del bilancio del ministero della Salute. 

 

No alle nomine dei dg

Si blinda poi contro l'eventuale - ma ormai tramontata - nomina da parte delle Regione di direttori generali alla guida delle aziende sanitarie e ospedaliere. Sempre all'articolo 7 dispone: "I direttori generali degli enti del  servizio sanitario della regione Calabria,  nonchè ogni  ulteriore organo ordinario o straordinario, comunque denominato, preposto ad aziende o enti del servizio sanitario regionale, eventualmente nominati  dalla  medesima Regione successivamente  al 3 novembre 2020, cessano dalle loro funzioni dalla data di entrata in vigore del presente decreto".

 

Restano i commissari

Restano in sella, invece, i commissari straordinari nominati dal Governo a seguito dell'approvazione del precedente decreto Calabria: "Fino alla nomina dei commissari straordinari sono esercitati i poteri dei commissari straordinari,  già  nominati ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge 30 aprile  2019, n. 35, in carica alla data del 3 novembre 2020". Nessun'altra modifica è stata introdotta.

I sindaci calabresi, però, promettono battaglia e puntano ad emendare il decreto in fase di conversione in legge, come hanno annunciato stasera

 

Elezioni regionali

Lo stesso decreto contiene anche le disposizioni per il rinnovo degli organi elettivi della Calabria: "Limitatamente all'anno 2020, considerato il quadro epidemiologico complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale a causa dell'evolversi della situazione epidemiologica e al carattere particolarmente diffusivo del contagio, le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, anche già scaduti, o per i quali entro il 31 dicembre 2020 si verificano le condizioni che ne rendono  necessario il rinnovo, hanno luogo non prima di novanta giorni e non oltre i centocinquanta giorni successivi, o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori, alle circostanze che rendono necessario il rinnovo".

In altre parole in Calabria si potrà votare tra il 10 febbraio e il 15 aprile.

Giornalista
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