Sanità, la marcia su Roma dei sindaci calabresi. Azzerare il debito e fine del commissariamento

I primi cittadini di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria pronti a manifestare davanti a Palazzo Chigi (Covid permettendo) per chiedere profonde modifiche al nuovo Decreto Calabria che prevede il prolungamento della gestione commissariale del settore per altri 2 anni (ASCOLTA L'AUDIO)

di Enrico De Girolamo
10 novembre 2020
22:15
Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Forse la goccia ha fatto traboccare il vaso. Forse. Ma i segnali che giungono da Anci Calabria parlano di una mobilitazione unitaria dei sindaci, che nelle intenzioni vuole superare gli steccati politici e convergere in un’azione comune che restituisca la gestione della sanità regionale ai calabresi.

 

Questa sera, infatti, i cinque primi cittadini dei relativi capoluoghi di provincia, insieme al vice presidente vicario dell’Associazione dei comuni calabresi, Francesco Candia, hanno deciso di organizzare giovedì 19 novembre, «un grande sit-in di protesta, con tutti i Sindaci, davanti Palazzo Chigi». Nella Capitale, dunque, Covid permettendo, si ritroveranno Sergio Abramo (Catanzaro), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Mario Occhiuto (Cosenza), Maria Limardo (Vibo Valentia) e Vincenzo Voce (Crotone), che insieme a Candia e a decine di altri sindaci calabresi, chiamati ad aderire in queste ore, chiederanno al Governo di appoggiare una serie di emendamenti in sede di conversione in legge del nuovo Decreto Calabria, pubblicato questa sera, che prevede il commissariamento della sanità calabrese di altri 2 anni, dopo che 11 sono trascorsi invano da quando il settore è stato sottratto alla gestione della Regione ed è stato affidato ai commissari governativi che si sono succeduti nel corso dell’ultimo decennio. Una strategia che non ha prodotto sino ad oggi gli effetti sperati, con un deficit che ormai è stimato in circa 210 milioni di euro (160 secondo i calcoli più ottimistici) e i servizi essenziali che arrancano in una sanità pubblica sempre più fatiscente.

 

In particolare, i Comuni calabresi chiedono tre cose: il superamento della gestione commissariale con la restituzione delle competenze in materia di sanità alla Regione; l’abbattimento (leggi cancellazione) totale o parziale del debito accumulato e l’attivazione immediata di efficaci misure anti-Covid, a cominciare dal potenziamento del personale sanitario e dall’attivazione delle strutture territoriali per il contrasto alla pandemia.

 

Un pacchetto di proposte ambizioso, che i sindaci calabresi vogliono mettere sul tavolo in vista della conversione in legge del Decreto Calabria bis. Un segnale forte, che vede i Comuni calabresi uniti nella consapevolezza che ormai bisogna voltare pagina, soprattutto dopo gli eventi surreali degli ultimi giorni, che hanno visto il commissario ad acta uscente, Saverio Cotticelli, e il suo successore, Giuseppe Zuccatelli, inanellare figuracce storiche che hanno svelato in maniera impietosa dinnanzi a tutto il Paese la situazione della sanità in Calabria.

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