L’operazione

Savona, truffavano on line donne sole e malate: diverse vittime anche a Cosenza

Diciannove ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal gip nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani indagati. Due le tipologie delle truffe: quella "sentimentale" e quella "man in the middle"

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di Redazione
3 maggio 2022
15:39

Blitz prima dell'alba da parte dei carabinieri di Savona nella provincia ligure e nelle province di Bolzano, Como, Milano, Mantova, Rovigo, Pistoia e Siena per eseguire 19 ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal gip nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani indagati per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio internazionale di denaro. Nei confronti di altre 10 persone sono state emesse misure personali non custodiali. 

L'indagine svolta dal Nucleo investigativo, ha portato a smantellare un'organizzazione criminale internazionale in grado di riciclare ingenti somme di denaro ricavate da truffe online perpetrate in Italia, Nigeria e in altri Paesi tra il 2019 e il 2021. Oltre 430 le vittime accertate, alcune anche a Cosenza, per un giro d'affari di oltre 5 mln di euro.


L'indagine, avviata nell'estate 2020, ha comportato l'analisi di oltre 14 mila transazioni finanziarie e ha permesso di individuare movimentazioni illecite di denaro provento di truffe on-line e la sistematica dispersione del denaro in giroconti, prelievi in contanti, operazioni extra conto e web e rimesse attraverso money transfer partite dalla provincia di Savona.

Due le tipologie delle truffe: quella "sentimentale" e quella "man in the middle", l'attacco informatico. La prima comportava il raggiro di donne sole di età comprese tra i 25 e gli 80 anni, vulnerabili perché depresse, malate, vedove. I truffatori intrecciavano sui social relazioni virtuali e ottenevano denaro. In questo modo sono stati cagionati danni patrimoniali fino a oltre 200 mila euro a persona.

433 le vittime residenti nelle province di Savona, Genova, Imperia, Milano, Bergamo, Lecco, Varese, Torino, Alessandria, Novara, Trento, Padova, Verona, Venezia, Bologna, Arezzo, Livorno, Roma, Teramo, Napoli, Foggia, Lecce, Cosenza, Catania e all'estero.

La seconda truffa, detta "man in the middle", consisteva nel clonare l'identità di un'azienda e le sue pagine internet in modo da far dirottare i pagamenti verso i conti correnti dell'organizzazione criminale. Sono state individuate strutture ricettive truffate nelle province di Savona, Imperia, Milano, Venezia, Livorno, Roma e Napoli.

Il denaro veniva trasferito ad altri nigeriani residenti in provincia di Savona che proiettavano i soldi su 108 conti correnti aperti in 30 istituti di credito savonesi oppure su carte di credito o inviati in Nigeria con money transfer o di persona con voli aerei. Sui conti in uso agli indagati sono stati movimentati 5 mln 914.380: 1 mln 861.411 erano stati ricevuti direttamente dalle 433 vittime dei reati di truffa sentimentale. La procura ha indagato 29 persone per associazione per delinquere finalizzata alle truffe e al riciclaggio internazionale di denaro. 47 sono i denunciati per il reato di riciclaggio. 29 sono state le perquisizioni personali e domiciliari.

 

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