Scacco al cavallo, le vittime omertose indagate per favoreggiamento

NOMI-FOTO-VIDEO | Torna alla ribalta il problema dell'alto tasso di criminalità del villaggio rom di via degli Stadi, ribattezzato Far West dai cosentini

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di Salvatore Bruno
16 novembre 2018
13:28

I veicoli venivano rubati a Cosenza ma anche negli altri centri dell’area urbana, in particolare Rende e Montalto Uffugo. Una quindicina al giorno, preferibilmente Panda, Cinquecento, Lancia Y, Grande Punto. La tecnica era quella del cavallo di ritorno: dopo la sottrazione dell’auto i ladri chiamavano il proprietario utilizzando una cabina telefonica, per chiedere un somma variabile, in relazione alla tipologia ed al valore della vettura, dell’ammontare medio di cinquecento euro.

Auto distrutta se non si pagava il riscatto

Chi cedeva all’estorsione riaveva indietro il mezzo. In caso di mancato pagamento invece, i malviventi smontavano le auto, alimentando il fiorente mercato nero dei pezzi di ricambio. Senza nessuno scrupolo. Emblematico il caso di una pensionata, emerso da una delle tante intercettazioni che hanno scandito l’indagine, impossibilitata a versare la cifra richiesta e costretta a rinunciare alla sua Panda per lei indispensabile per muoversi. Nell’ambito dell’operazione, condotta nel villaggio rom di via degli Stadi, denominata Scacco al cavallo, dieci persone sono finite in carcere e sei ai domiciliari (LEGGI QUI I NOMI). In manette anche due minori. Ricettazione, furto ed estorsioni i reati contestati. Notevole il giro d’affari, ammontante ad oltre un milione e mezzo di euro l’anno.


Indagini avviate l'anno scorso

L’inchiesta è stata avviata dai carabinieri nell’autunno del 2017. I militari hanno notato un numero crescente di veicoli rintracciati dai proprietari pochi giorni dopo le denunce di furto. Tutti automezzi restituiti dietro riscatto. 52 nel complesso i furti di auto documentati. I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa dal procuratore capo Mario Spagnuolo, insieme all’aggiunto Marisa Manzini e al sostituto Antonio Bruno Tridico, e dal comandante provinciale dei carabinieri Piero Sutera, accompagnato dal comandante della compagnia di Rende, Sebastiano Maieli.

L'omertà delle vittime e il problema del villaggio rom

Preoccupante la scarsa collaborazione delle vittime, alcune delle quali sono indagate per favoreggiamento avendo rifiutato di cooperare con le forze dell’ordine nella individuazione dei responsabili dei reati. Sullo sfondo l’alto tasso di criminalità del villaggio rom, il far west come lo chiamano i cosentini. Ai microfoni de La C news 24 il procuratore Spagnuolo ed il comandante Sutera

Giornalista
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