Scuole, Iacucci sbotta: «Sconcertante l'ordinanza di Spirlì, la butta in caciara per un “mi piace” sui social»

Il presidente della Provincia di Cosenza tuona all'indirizzo di quello della Regione dopo il provvedimento sulla ripresa delle attività didattiche annunciato via Facebook e chiede di avviare un dialogo tra le istituzioni per risolvere i problemi

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di Camillo Giuliani
1 febbraio 2021
20:55
Franco Iacucci, presidente della Provincia di Cosenza
Franco Iacucci, presidente della Provincia di Cosenza

Alla fine Franco Iacucci non ce l'ha fatta più: «Ho evitato di commentare molti atteggiamenti discutibili del dottor Spirlì, ma su questo balletto indecoroso non posso tacere. Trovo sconcertante l'ordinanza sulle scuole superiori firmata dal presidente facente funzioni della Regione Calabria. A poco più di 24 ore dalla riapertura delle scuole ci si inventa una discrezionalità sulla didattica a distanza che non fa altro che rimpallare le responsabilità sui dirigenti scolastici e sulle famiglie». Per il presidente della Provincia di Cosenza l'atto firmato dal leghista è, in sostanza, il più classico, quanto inopportuno, scaricabarile. L'ordinanza di Spirlì rappresenta, infatti, «una resa incondizionata dell'istituzione di fronte ad una situazione sicuramente complicata ma che non può essere delegata ai singoli». «Cosa ci stanno a fare le Istituzioni e la Regione?», chiede Iacucci, prima di ricordare all'erede della Santelli che affinché le cose nelle scuole vadano bene in un momento simile servono due cose in particolare: concertazione e organizzazione. Solo che «la Regione ha deciso di non fare né l'una né l'altra cosa, affidandosi alle dirette su facebook per raccogliere qualche "mi piace", buttandola in caciara e firmando l’ordinanza solo sabato sera».

«La democrazia che non c'è»

Il modus operandi di Spirlì a Iacucci proprio non va giù, così come il fatto che l'attuale governatore abbia definito la propria ordinanza «democratica». Quel documento, per il presidente della Provincia, «di democratico non ha nulla, visto che vengono stabilite delle regole senza consultare nessuno e obbliga docenti e dirigenti a rivedere tutti i piani didattici studiati da settimane». Da piazza XV marzo a Cosenza non erano mancati gli inviti al dialogo diretti verso la Cittadella, tutti respinti però: «Da giugno – sottolinea Iacucci – la Provincia di Cosenza chiede alla Regione Calabria un tavolo tecnico istituzionale per organizzare la ripartenza in sicurezza delle attività scolastiche. Ma dalla Regione non ho ricevuto alcuna risposta».


«Nessun dialogo sui trasporti»

Il democrat rivendica di aver fatto la propria parte per garantire aule sicure: «Come Provincia abbiamo accolto le richieste dei dirigenti scolastici e realizzato gli interventi di adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi». Gli interventi nei plessi scolastici di competenza dell'ente sono stati una quarantina, tutti terminati entro settembre e finanziati con un milione di euro messo a disposizione dal Miur ai quali la Provincia ha aggiunto propri fondi di Bilancio. Ma tanto resta ancora da fare.
Il nodo principale, come già denunciato nelle scorse settimane, restano i trasporti, visto che quando ai piani alti della Cittadella regnava Mario Oliverio c'era stato un taglio «di un terzo dei chilometri, quindi delle corse, sul territorio provinciale». Drammatico in altri tempi, ancora peggiore in questi: «Possiamo abbattere muri, mettere i banchi a rotelle e distribuire mascherine e gel igienizzante nelle classi ma se tagliamo i servizi e riduciamo le corse costringiamo i nostri ragazzi a stare ammassati sugli autobus o sui treni, aumentando il rischio del contagio». Dell'argomento, però, si è parlato pochissimo tra le due istituzioni. In pratica, solo durante «gli Osservatori convocati dal prefetto in seguito al Dpcm di dicembre in cui abbiamo avuto modo, finalmente, di confrontarci con l’assessore ai Trasporti».

Una bagarre sui social da «irresponsabili»

I problemi sul piatto, trasporti a parte, restano tanti. «Che fine hanno fatto gli infermieri da destinare all’assistenza sanitaria nelle scuole?», domanda Iacucci, prima di ricordare i vuoti di organico negli istituti e le difficoltà che si hanno quando si prova a «garantire la didattica a distanza in una regione con gravi carenze sulla rete internet». Tutte questioni «di vitale importanza» che influiscono sulla sicurezza del mondo della scuola. Ma, soprattutto, «che non possono essere affrontate sui social o trasformate in bagarre politica, cercando di scaricare sul governo nazionale le proprie inefficienze. Farlo – tuona Iacucci - è di una irresponsabilità inaudita».

L'invito a sedersi al tavolo

Quella del presidente della Provincia sul'ultima ordinanza di Spirlì è «totale disapprovazione»: «Non si annunciano provvedimenti del genere sui social a distanza di poco più di 24 ore dall’aperture delle scuole e non si può sminuire in questo modo, facendo ricadere sulle singole scuole la responsabilità del provvedimento, il lavoro certosino dei dirigenti scolastici che avevano già predisposto un Piano per il rientro in classe degli studenti». Iacucci, però, conclude tendendo ancora una volta la mano al suo interlocutore (mancato), nella speranza di avviare l'auspicato dialogo: «Noi continuiamo a chiedere alla Regione, e a pensare che sia fondamentale, la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale per affrontare e coordinare al meglio con le varie istituzioni le questioni e le emergenze emerse con la diffusione del virus. Noi ci siamo».

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