Sentenza per 13 pentiti della cosca Giampà, pene da due a venti anni

Gli imputati sono accusati a vario titolo di estorsioni e ricettazione, tentati omicidi e omicidi, furti, rapine. Pena più pesante per Giuseppe Giampà

 

di Tiziana Bagnato
29 gennaio 2019
20:04
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Sono tredici i pentiti considerati affiliati alla cosca Giampà, prima dell’inizio della loro collaborazione con la giustizia, ai quali stamani il Gup Paris ha inflitto condanne che vanno dai due ai venti anni di carcere.

 

Gli imputati sono accusati a vario titolo di estorsioni e ricettazione, tentati omicidi e omicidi, furti, rapine, detenzione illegale di armi ed associazione a delinquere di stampo ‘ndranghetistico.

 


Pene più pesanti quelle comminate oggi rispetto a quelle richieste a giugno dal Pm. La pena più pesante è quella che riguarda Giuseppe Giampà, venti anni, figlio dello storico boss del clan (alias il "Professore") accusato di diversi omicidi e di avere preso in mano le redini della cosca.

 

Diciotto anni la condanna per Angelo Torcasio, 17 anni e sei mesi a Saverio Cappello, 16 anni per Rosario Capello, 16 anni e sei mesi per Francesco Vasile, 15 per Bsttista Cosentino e Luca Piraina. E poi, dieci anni di carcere per Pasquale Catroppa, 9 anni e tre mesi per Giuseppe Catroppa, sei anni per Giuseppe Cappello, sei anni e otto mesi per Francesca Teresa Melidaò, tre anni per Vicenzo Ventura, due anni e sei mesi per Francesco Mario Meliadò.

 

Parti Civili il Comune di Lamezia Terme, la Regione Calabria, l’associazione Anti Racket Ala e alcune delle persone offese.

Giornalista
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