Si è lanciata dalla finestra ed è deceduta dopo quattro giorni di agonia. Aveva un figlio di quattro anni
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È morta Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia diventata uno dei simboli della ribellione alla ’ndrangheta. Aveva 35 anni, la stessa età che aveva la madre quando venne assassinata. Denise si è lanciata dalla finestra ed è deceduta dopo quattro giorni di agonia. La notizia è stata riportata dall’Avvenire.
Lea Garofalo aveva deciso di collaborare con la giustizia soprattutto per proteggere la piccola Denise. «Parlo per amore di mia figlia», aveva spiegato. Una scelta che aveva portato madre e figlia sotto protezione e che aveva coinvolto, nel corso degli anni, don Luigi Ciotti, Libera e l’avvocata Enza Rando. Da quell’esperienza sarebbe nato anche il progetto “Liberi di scegliere”, rivolto alle persone che intendono sottrarsi ai contesti mafiosi e oggi diventato legge.
Nel 2009 l’ex compagno Carlo Cosco la convinse a lasciare la tutela e a raggiungerlo a Milano. Il 24 novembre di quell’anno la donna venne uccisa. Il suo corpo fu successivamente dato alle fiamme e fatto a pezzi. Solo alcuni anni più tardi vengono ritrovati alcuni resti, grazie alla collaborazione di uno dei responsabili, Carmine Venturino, fidanzato di Denise.
Denise rimase sotto protezione fino al 2018. Aveva cambiato nome, trovato un lavoro e vissuto in una località segreta. Negli anni, però, aveva attraversato periodi particolarmente difficili. Aveva un figlio, che oggi ha quasi quattro anni.
In queste ore sono numerosi gli attestati di vicinanza arrivati a Denise e alla sua famiglia. Tra le persone che le sono rimaste accanto nel corso degli anni c’è stato don Luigi Ciotti. Anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, ha espresso la propria vicinanza.

