Accusato di aver intascato mazzette, l'ex sindaco di Celico lascia il carcere

Dopo tre mesi di custodia cautelare, Antonio Falcone passa ai domiciliari. Avrebbero preteso soldi e lavori gratis da un imprenditore che si è poi rivolto ai magistrati

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di Salvatore Bruno
31 ottobre 2020
09:47
L’ex sindaco di Celico Antonio Falcone
L’ex sindaco di Celico Antonio Falcone

Il tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto la richiesta di scarcerazione dell’ex sindaco di Celico Antonio Falcone, presentata dai legali Enzo Belvedere e Renato Tocci.

Accusato di concussione

Falcone, che si è sempre protestato innocente, era stato arrestato lo scorso 31 luglio con l’accusa di concussione. Secondo la Procura della Repubblica di Cosenza, titolare delle indagini condotte con il supporto della Guardia di Finanza, avrebbe vessato un imprenditore chiedendogli mazzette e pretendendo lavori gratuiti da eseguirsi in una sua abitazione, dietro la minaccia di escluderlo dagli appalti concessi dal comune. L'imprenditore si è allora rivolto alla magistratura.


Concessi i domiciliari

I giudici del riesame hanno ritenuto non più necessaria la custodia in carcere sostituendo la misura cautelare con quella meno afflittiva dei domiciliari.

La nota dell'avvocato Belvedere

«È una vicenda ancora tutta da verificare - ha dichiarato l'avvocato Belvedere - perché da un lato vi è il sindaco, che sostiene fortemente, anche con tesorimoni oculari, di aver prestato una somma di denaro ad un imprenditore in momentanea difficoltà economica e ne pretendeva la restituzione e dall’altro vi è l’imprenditore, tale Rota Pasquale, che sostiene di aver vinto regolarmente una gara di appalto nel Paese di Celico, senza aiuto del sindaco, il quale solo dopo gli avrebbe chiesto delle somme di denaro, non si capisce bene neanche a che titolo. Il giudizio appurerà se vi è reato del sindaco o calunnia dell’accusatore»

Giornalista
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