Spari contro l'auto di un carabiniere a Cetraro, la vicinanza delle istituzioni

La solidarietà al maresciallo Orlando D'Ambrosio: «Atto inquietante, sono solo dei vigliacchi. Negli ultimi mesi l’escalation di atti intimidatori ha messo in allarme istituzioni e cittadini»

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di Redazione
14 marzo 2021
12:20
La caserma dei carabinieri di Cetraro
La caserma dei carabinieri di Cetraro

Sono moltissime le attestazioni di vicinanza e sostegno da parte di rappresentanti delle istituzioni nei confronti del comandante della stazione di Cetraro, il maresciallo dei carabinieri Orlando D’Ambrosio, oggetto di una intimidazione nella tarda serata di ieri. La sua auto è stata letteralmente crivellata di colpi di arma da fuoco mentre era parcheggiata vicino alla caserma cittadina.

«L’atto intimidatorio perpetrato, a Cetraro, ai danni del maresciallo dei carabinieri, D’Ambrosio, è di una gravità inaudita. Ho appena sentito il sindaco Cennamo, al quale ho espresso la vicinanza totale della Regione Calabria e la condanna al vile gesto. Sono al fianco dell’arma dei carabinieri e della magistratura inquirente che, sono sicuro, faranno luce al più presto su quanto accaduto». Così ha commentato la notizia Antonio De Caprio, presidente della commissione anti ‘ndrangheta in Calabria.


Tra i primi ad esprimere vicinanza al comandante D’Ambrosio il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci.
«Vigliacchi che si avvalgono della forza di intimidazione per imporre il controllo – scrive Iacucci - E negli ultimi mesi a Cetraro l’escalation di atti intimidatori ha messo in allarme istituzioni e cittadini».

«Il lavoro incessante delle forze dell’ordine – aggiunge - le attività investigative hanno accertato che, soprattutto dopo l’operazione Frontiera, gli esponenti della cosca Muto hanno proceduto a rideterminare un nuovo assetto organizzativo in grado di dominare il territorio del tirreno cosentino».

«Ieri la criminalità organizzata ha deciso di alzare il tiro e lo ha fatto sparando una raffica di colpi d’arma da fuoco contro l’auto del maresciallo dei carabinieri di Cetraro, Orlando D’Ambrosio, parcheggiata proprio sotto la caserma. Esprimo la mia solidarietà al maresciallo D’Ambrosio e a tutta l’Arma, sono vicino alla comunità di Cetraro, al sindaco Ermanno Cennamo e a tutta l’amministrazione comunale che già questa mattina ha convocato la Conferenza straordinaria e urgente dei capigruppo consiliari sull’ordine pubblico e la sicurezza».

«Un gesto di una gravità inaudita e sono certo che la magistratura farà luce al più presto su quanto accaduto. L’inchiesta Katarion della Dda di Catanzaro, nei giorni scorsi, ha inferto un duro colpo al clan Muto confermando l’operatività dell’organizzazione criminale nell’attività di approvvigionamento e commercializzazione della droga».

«Il grave episodio di ieri - chiude Iacucci - dimostra la debolezza della criminalità e il fatto che lo Stato è più che mai presente. Con la forza dell’intimidazione vogliono assumere il controllo, imporre un clima di omertà sul territorio. Ma i cittadini non si sono voltati dall’altra parte, la città non vuole tornare indietro nel tempo, unanime è la condanna contro il vile atto subito dal maresciallo D’Ambrosio».

«L’intimidazione consumata ai danni del maresciallo dei carabinieri di Cetraro, Orlando D’Ambrosio, è un’offesa a tutta la comunità cetrarese che faticosamente stava affrancandosi dalla drammatica realtà di città mafiosa. Di fronte a questo attacco rivolto allo Stato, rivolgiamo un appello bipartisan a tutte le forze politiche nazionali, affinché si dia un segnale concreto a Cetraro e all’intero territorio del Tirreno Cosentino più volte mortificato dall’arrogante attività ‘ndranghetistica».

Così l’assessore regionale Fausto Orsomarso e il consigliere regionale di opposizione, già sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, che chiedono anche «un segnale forte che si concretizzi nell’immediata apertura della nuova caserma dei carabinieri realizzata e già completata da anni, elevandola e Tenenza».

«Servono – conclude nota – atti e fatti concreti: l’apertura della nuova caserma dei carabinieri sarebbe uno di questi, in un momento delicatissimo per la comunità di Cetraro e per l’intero Tirreno Cosentino, così come disvelato dalle numerose inchieste della Dda di Catanzaro».

«Condanno con forza il vile gesto intimidatorio compiuto a Cetraro e indirizzato nei confronti del maresciallo dei carabinieri Orlando D'Ambrosio. A questo servitore dello Stato, alla sua famiglia, a tutta l'Arma dei carabinieri quotidianamente impegnata sul territorio e punto di riferimento costante in ogni occasione e alla comunità di Cetraro va tutta la mia solidarietà».
Lo ha dichiarato il consigliere regionale della Lega Pietro Molinaro

«Vigliacchi che operano nell'ombra e forse anche i soliti (ig)noti hanno voluto dimostrare la protervia criminale che li contraddistingue e ancora una volta hanno avvalorato di essere dannosi per questo territorio e la Calabria. Questo atto dimostra però la debolezza di queste persone che non riusciranno a fermare il sentimento e la voglia di riscatto da parte di chi vuole costruire un futuro diverso e migliore».

«Questi criminali stiano sicuri: non prevarranno – conclude Molinaro - Riusciremo a sconfiggere questa ignobile piaga insieme alla stragrande maggioranza di persone oneste e alla incisiva ed efficace opera della magistratura e delle forze dell'ordine».

«L'episodio di ieri sera a Cetraro, a pochi giorni dall'operazione Katarion, fa pensare a un grave atto intimidatorio nei confronti di chi ha consegnato alla giustizia gli esponenti di una banda criminale. La Calabria perbene non ha bisogno di gesti simili, ma di esaltare uomini dello Stato come il maresciallo D'Ambrosio a cui va tutta la nostra solidarietà». Lo dichiara Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap).

«Ci auguriamo – conclude il sindacalista - che gli autori degli spari contro la vettura del militare siano al più presto individuati e puniti. Non deve passare il messaggio che chi fa rispettare la legge può andare incontro a conseguenze. La legge va rispettata e basta. Non c'è posto per i delinquenti in un paese civile e in una terra che vuole riscattarsi dalle loro azioni».

Anche il segretario regionale, Francesco Di Nuzzo, e tutta la Segreteria calabrese dell'Unione sindacale italiana carabinieri, nel condannare fortemente l'atto intimidatorio, ha espresso la massima solidarietà e vicinanza al collega Ambrosio ed a tutti i componenti della Stazione di Cetraro: «Questi gesti non dovrebbero mai accadere specie e, soprattutto, nei confronti di appartenenti delle forze dell'ordine, quotidianamente impegnati nella lotta alla criminalità e per garantire la pacifica convivenza nei territori ove sono chiamati a prestare il loro Servizio».

«Negli ultimi anni - ha aggiunto Di Nuzzo - la Calabria “onestà ed operosa”, rappresentata da tutte quelle donne e uomini che "amano" questa Terra e sono animati da un grande senso delle Istituzioni, nonostante le tantissime difficoltà, combatte in prima linea per liberarsi dalla morsa della criminalità e per guardare con fiducia e speranza al futuro».

Anche tutti i parroci di Cetraro insieme al vescovo, monsignor Leonardo Bonanno, hanno espresso vicinanza ai carabinieri della città. «In una società civile improntata al bene, alla fraternità e alla cura del prossimo – scrivono -, questi comportamenti non devono trovare spazio e anzi, con tutto il possibile vigore, devono essere stigmatizzati, ancor di più quando ciò si rivolge a chi alla tutela delle persone e alla loro sicurezza ha dedicato la propria vita. Su questa scia, il rapporto tra le istituzioni civili e quelle religiose deve continuare ad essere saldo, continuo e di mutua collaborazione, così da poter contrastare sinergicamente i fenomeni di ‘ndrangheta che affliggono questa terra e così da poter coltivare, curare e far germogliare il seme della Legalità. In questa direzione, le istituzioni religiose continueranno la loro azione, in un complessivo disegno di lotta ai diversi fenomeni di disagio sociale capaci di sfociare in attività criminose e malavitose, secondo il metodo preventivo di tipo prevalentemente educativo. A partire dai giovani, infatti, è importante innestare un processo di cultura civica, legalista e religiosa, per far comprendere loro il vero valore della vita, che esiste una alternativa al marciume illecito, offrendo ogni giorno un polo di attrazione alternativo».

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