Statale 106, sindaci dell'alto jonio occupano la sede Anas di Trebisacce: «Troppi ritardi»

La vertenza è incentrata sul Terzo megalotto della tratta Roseto Sibari. Fissato un incontro con il presidente della società stradale per definire le opere compensative e la gestione dei cantieri

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di Matteo Lauria
20 maggio 2021
14:56
I sindaci dell’Alto jonio
I sindaci dell’Alto jonio

Manifestazione pacifica dei sindaci dell’alto jonio cosentino nella sede Anas di Trebisacce. La vertenza è incentrata sul terzo megalotto della statale 106 jonica Roseto-Sibari e, in particolare, sui ritardi circa la definizione delle opere compensative. Il risultato raggiunto è la fissazione di un prossimo incontro con il presidente Anas per definire con concretezza tanto le opere compensative quanto la gestione dei cantieri che stanno sorgendo nei vari comuni.

Sono intervenuti sindaci: Franco Mundo (Trebisacce), Rosanna Mazzia (Roseto Capo Spulico), Filomena Di Palma (Sindaco di Albidona), Franco Bettarini (Sindaco di Francavilla), Leonardo Sposato (Assessore ai lavori pubblici di Cassano allo Ionio).


«Vogliamo risposte»

L’iniziativa ha avuto il sostegno dei sindaci di Amendolara, Antonello Ciminelli e di Villapiana, Paolo Montalti. «Abbiamo voluto porre in essere questo gesto forte – ha dichiarato il sindaco Franco Mundo – perché sta mancando tanto da parte di Anas, quanto da parte degli interlocutori del Governo centrale, il rispetto per i territori che si riscontra in risposte certe, inequivocabili, che tengano conto delle esigenze delle popolazioni che per prime godono e subiscono gli effetti della costruzioni del III Megalotto.  Ai referenti ANAS, Ing. Canalella e Ing. Marra, abbiamo chiesto di incontrarci nei nostri territori e non di essere convocati, come è avvenuto tante volte, a Roma, anche tenendo conto che gli innumerevoli incontri hanno sortito scarsi risultati. I Comuni interessati dai lavori del terzo megalotto, noi sindaci, e tutti i cittadini che vivono questa nostra terra hanno bisogno di risposte, ne hanno bisogno ora, ne hanno bisogno subito. Se dovesse continuare a persistere l’apatia fattiva che abbiamo riscontrato finora ci riserviamo di continuare la nostra protesta, con ancora maggior forza e risolutezza».

Giornalista
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