Il 10 settembre 2000 la piena del torrente Beltrame travolse il campeggio di Soverato: una tragedia che sconvolse la Calabria e riaccese il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione del territorio
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Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2000, fortissime precipitazioni colpirono la Calabria ionica. Nelle ore precedenti erano caduti circa 350 mm di pioggia in 24–30 ore; tra le 2:40 e le 3:40 del 10 settembre caddero altri 84 mm in una sola ora.
All'alba, intorno alle 4:30–5:00, il torrente Beltrame raggiunse una piena eccezionale. L'acqua, insieme a fango e detriti, travolse il camping Le Giare, dove soggiornavano persone con disabilità accompagnate da volontari dell'Unitalsi di Catanzaro.
Il campeggio venne investito mentre molte persone stavano dormendo. La violenza della piena rese praticamente impossibile per diverse vittime mettersi in salvo.
Le vittime: 13 persone
Il bilancio definitivo è di 13 morti. Una delle vittime, Vinicio Caliò, custode del campeggio, non fu mai ritrovata.
Le altre vittime furono Ida Fabiano, Serafina Fabiano, Mario Boccalone, Raffaele Gabriele, Paola Lanfranco, Iolanda Mancuso, Giuseppina Marsico, Franca Morelli, Rosario Russo, Antonio Sicilia, Salvatore Simone e Concetta Zinzi.
È importante precisare che nelle prime ore e nei primi giorni le cifre erano ancora provvisorie: documenti parlamentari dell'epoca riportavano inizialmente 12 morti e diversi dispersi. Con il successivo accertamento delle vittime, il bilancio divenne 13 morti.
Perché il 10 settembre è una data così importante
Oggi, 10 settembre 2026, ricorre il 26º anniversario della tragedia. L'evento è ricordato non soltanto come una calamità naturale, ma anche come una tragedia legata alla fragilità e alla gestione del territorio: il camping si trovava nell'area dell'alveo del Beltrame, in una zona esposta al rischio di esondazione. Il caso portò anche ad accertamenti sulle responsabilità relative alla collocazione e alla gestione del campeggio.

