Tamponi e Covid, naufraga il progetto di una collaborazione tra Cnr e Aziende sanitarie

Il senatore cosentino Nicola Morra la propose nel mese di aprile al presidente Inguscio. Ma solo in Piemonte è stata attivata. Alla base del fallimento la carenza di strumentazione idonea a processare i campioni nei laboratori dell'istituto di ricerca

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di Salvatore Bruno
21 dicembre 2020
10:04
La sede del Cnr di Piano Lago, nel cosentino
La sede del Cnr di Piano Lago, nel cosentino

Serviva un investimento cospicuo di risorse per adeguamenti strutturali ed acquisto di apparecchiature, tale da rendere antieconomica l'operazione. Per questo l'Azienda sanitaria di Cosenza, per la processazione dei tamponi molecolari, avrebbe rinunciato alla collaborazione con l'Istituto per la Ricerca e l'Innovazione Biomedica del Cnr di Piano Lago.

Ipotesi impraticabili

Impraticabile anche l'ipotesi di allestire un laboratorio con personale del Cnr nel poliambulatorio di Aprigliano, dove la logistica ed il livello di sterilizzazione, igienizzazione e sicurezza offrivano tutte le garanzie di legge, in virtù delle attività di diagnostica molecolare già presenti in quei locali a cura dell'Ail di Cosenza. Anche qui però, servivano investimenti strumentali e si è deciso di soprassedere.


La relazione negativa

Tutto sarebbe scritto nero su bianco in una relazione redatta da Giampaolo Grippa e conclusa con un parere negativo. L'ex direttore amministrativo dell'Asp ha ricoperto anche i panni del direttore generale reggente durante il periodo di vacatio compreso tra le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli e la nomina di Cinzia Bettelini. Contattato telefonicamente, nega di aver mai stilato questa relazione, ma all'Asp sono pronti a metterci la mano sul fuoco e prima o poi questo incartamento uscirà fuori. 

Sinergia impossibile

E se questa relazione l'ha effettivamente sottoscritta, forse non aveva tutti i torti, giacché soltanto in Piemonte si è trovata una strada per concretizzare l'idea di attivare una sinergia tra le aziende ospedaliere e sanitarie ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, proposta dal senatore cosentino Nicola Morra al presidente del Cnr, Massimo Inguscio.

Tre centri avevano dato la disponibilità

314 professionalità, tra dirigenti, tecnici e ricercatori del Consiglio nazionale delle Ricerche, si erano resi volontariamente disponibili ad una collaborazione in 14 regioni, 22 in Calabria di cui sei operanti nelle sedi di Cosenza e Rende, 5 in quella di Roccelletta e 11 in quella di Reggio.

Il Cnr non risponde

L'ufficio stampa del Cnr non ha fornito alcuna risposta ufficiale alla nostra mail di richiesta di notizie sul punto, inviata lo scorso 7 dicembre, ma informalmente ha ammesso che forse la disponibilità era stata data frettolosamente, senza disporre di una strumentazione valida. E per questo il progetto sarebbe subito naufragato.

Giornalista
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