Il caso

Tamponi “illegali” alla giunta lucana: indagato per peculato il sub commissario calabrese alla sanità Esposito

Nel 2020 avrebbe utilizzato alcuni kit del sistema sanitario pubblico per effettuare i test Covid agli assessori, al governatore Bardi e al suo autista, nonostante fossero tutti asintomatici. La contestazione è stata mossa nell'ambito della maxi operazione condotta dalla Procura di Potenza (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
8 ottobre 2022
06:14
Ernesto Esposito
Ernesto Esposito

C'è anche il sub commissario, Ernesto Esposito, tra gli indagati dalla Procura di Potenza che ha travolto la sanità lucana. L'ex direttore generale del dipartimento Salute e Politiche della persona della Regione Basilicata (ruolo che ha ricoperto dal 2019 al 2021) dovrà rispondere del reato di peculato per fatti avvenuti tra il primo marzo e il 30 aprile del 2020.

Responsabile della task force

All'epoca dei fatti il manager era anche responsabile della task force per l'emergenza epidemiologica e avrebbe utilizzato i tamponi molecolari naso-oro-faringei «somministrandoli alle persone amiche asintomatiche che ne facevano espressa richiesta e che peraltro ricoprivano funzioni istituzionali».


Le accuse

Secondo le conclusioni a cui è giunta la Procura di Potenza, Esposito si sarebbe «impossessato dei tamponi per il rilevamento dell'Rna del virus e li avrebbe somministrati» a diverse persone «come se fossero beni in loro privata disponibilità mentre - si legge nelle carte dell'inchiesta - si trattava di beni pubblici all'epoca destinati esclusivamente ai soli soggetti affetti da infezione acuta alle vie respiratorie e che erano disponibili sul territorio nazionale e in Basilicata in misura ridotta e in numero limitato e contingentato».

Tamponi agli amici

Dopo esserne entrato in possesso, secondo la ricostruzione della Procura, li avrebbe «somministrati alle persone amiche asintomatiche che ne facevano espressa richiesta e che peraltro ricoprivano funzioni istituzionali appartenenti a consessi amministrativi della Regione Basilicata (sicchè più di qualsiasi altro cittadino dovevano essere consapevoli della descritta destinazione non privatistica ma pubblica) così producendo un danno al patrimonio della pubblica amministrazione quantificato in 77 euro cadauno».

Al presidente e agli assessori

Ernesto Esposito avrebbe agito in concorso con Luigi D'Angola, direttore sanitario dell'azienda sanitaria di Potenza e componente della task force per l'emergenza epidemiologica, somministrando appunto nel lasso temporale che intercorre da marzo ad aprile del 2020 tamponi oltre che a sé stesso e ad un suo collaboratore anche al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, a diversi assessori, al capo di gabinetto della Regione Basilicata, ai direttori generali, al capo segreteria del presidente e perfino all'autista. Secondo i calcoli della Procura, infine, avrebbe provocato un danno alla pubblica amministrazione quantificato in  1.936 euro.

La nomina in Calabria

Ernesto Esposito è stato nominato sub commissario al piano di rientro il 23 dicembre del 2021 per affiancare il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, nel risanamento dei conti della Calabria. Prima di essere designato dal Consiglio dei Ministri aveva, appunto, ricoperto l'incarico di direttore generale del dipartimento Salute e Politiche della persona della Regione Basilicata.

Il subcommissario Esposito, intervenuto con una nota stampa, ha ribadito la sua piena fiducia nella magistratura: «Ho sempre agito con senso di responsabilità, seguendo le regole».

 

Giornalista
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