«Ti spacco a due, muori»: così minacciava il presunto boss di Zungri. L'intercettazione a Rinascita Scott

VIDEO | È una 'ndrangheta feroce quella fotografata nell'intercettazione agli atti dell'inchiesta coordinata da Nicola Gratteri. L'intercettazione in onda nel corso del programma condotto da Pino Aprile e Pietro Comito

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di Redazione
17 giugno 2021
13:52

«Magnaccio, cornuto, porco, bastardo, vigliacco. Quando ti prendo a due pezzi ti faccio. Muori, ti spacco a due». È una 'ndrangheta feroce quella fotografata nell'intercettazione del 18 gennaio 2017. A parlare è il presunto boss di Zungri Peppone Accorinti. Lui è tra i principali imputati di Rinascita Scott, il procedimento scaturito dall'inchiesta coordinata da Nicola Gratteri.

Ha due processi che pendono su di lui: quello ordinario, il maxi, pendente nell’aula bunker e quello che si celebra davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro. Gli viene contestato anche il brutale omicidio di Antonio Lo Giudice e di Roberto Soriano, quest’ultimo torturato allo sfinimento e poi macellato sotto la fresa di un trattore.


L'intercettazione agli atti di Rinascita Scott andata in onda nel corso del format condotto da Pietro Comito e Pino Aprile in onda su LaC Tv alle 21.30. In studio Sabrina Garofalo, sociologa e scrittrice, coautrice di Onore e dignitudine e prossima alla pubblicazione di Sulle tracce dell’anti-ndrangheta e Consolato Minniti, direttore de Il Reggino, cronista giudiziario e memoria storica dei maxiprocessi in corso nel distretto di Reggio Calabria. In collegamento Gaetano Pecoraro, Piergiorgio Morosini e Beatrice Borromeo.

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